sabato 30 agosto 2014

Wounded Knee, storia attuale di un massacro passato

29 dicembre 1890, quasi 300 indiani Sioux venivano massacrati sulle rive del fiume Wounded Knee. Ora gli stessi autori del massacro vogliono portare la pace nel mondo con le armi

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28 dicembre 1890, 350 indiani della tribù Sioux dei Miniconjou, guidati da Big Foot, appresa la notizia dell'assassinio di Toro Seduto, si mettono in cammino sotto la neve per recarsi a Pine Ridge, Sud Dakota, nel tentativo di ricongiungersi a Nuvola Rossa. E' l'ultimo atto della rivolta indiana, quello che passerà alla storia come il “massacro di Wounded Knee
In quel fatale 28 dicembre gli indiani vengono intercettati da 4 squadroni di cavalleria del Settimo Reggimento guidati dal maggiore Samuel Whitside con l'ordine di condurli in un accampamento situato sulle rive del fiume Wounded Knee, tra di essi 230 sono donne e bambini.
Una volta scortati sul posto vengono fatti accampare sotto la sorveglianza di due squadroni di cavalleria e posti sotto il tiro di due mitragliatrici pesanti.
Il 29 dicembre il colonnello James Forsyth dà l'ordine ai suoi uomini di disarmare i nativi, ma a quel punto accade l'irreparabile: Coyote Nero è un giovane Miniconjou con problemi di udito, tarda a capire l'ordine imposto dalle Giacche Azzurre e viene prontamente circondato dai soldati, mentre depone a terra il suo Winchester parte accidentalmente un colpo ed è il massacro: a quel colpo di fucile rispondono le due mitragliatrici appostate ai lati del campo. Il primo bilancio delle vittime parlò di 153 morti, ma una stima successiva dimostrò che dei 350 indiani Miniconjou quelli rimasti vivi erano solo 51, 4 uomini e 47 tra donne e bambini. Nella violenta sparatoria rimasero a terra anche 25 confederati, probabilmente vittime del “fuoco amico”

Quel massacro segnò la fine delle rivolte indiane e sancì la piena occupazione degli americani di un territorio che da secoli apparteneva ai nativi.
27 febbraio 1973, circa 200 indiani Sioux, eredi di quelli massacrati a Wounded Knee, decidono di asserragliarsi nella riserva di Pine Ridge per protestare contro le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere dal governo degli Stati Uniti, anche in questo caso tra di essi la presenza di donne e bambini è numerosa. I Sioux, con l'appoggio dell'American IndianMovement, dissotterrano le pipe di guerra, piazzano le tende intorno alla chiesa e allestiscono bunker improvvisati in vista della resistenza. La “cavalleria” infatti non tarderà ad arrivare: mezzi blindati, elicotteri e tiratori scelti della polizia federale ancora una volta cingono d'assedio Wounded Knee. 71 giorni durò la resistenza dei Sioux, durante i quali si autogovernarono secondo i riti e le tradizioni della loro cultura, ma il 10 maggio furono costretti, ancora una volta, a sottomettersi alla volontà dell'uomo bianco il quale prometteva un'inchiesta da parte del Senato sulle problematiche della loro popolazione Nulla di fatto: così come tradirono il trattato di Fort Laramie del 1868 ripetutamente infranto dagli stessi americani, alla stessa maniera l'impegno preso con i Lakota è rimasto lettera morta.
Ora gli stessi americani varcano l'oceano per difendere le minoranze religiose di altri paesi con un fardello di sterminio addosso che non si può, e non si deve, dimenticare
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