sabato 9 agosto 2014

NSA, i rapporti segreti (ma non troppo) col Ministero degli Interni saudita

Una parte della verità sugli impegni umanitari degli Stati Uniti: i rapporti segreti tra NSA e il Ministero degli Interni saudita

NSA

Che la politica estera degli Stati Uniti non si distingua per la trasparenza è cosa evidente, ma dopo la decisione dei “bombardamenti umanitari” in territorio iracheno del presidente Obama per arrestare l'avanzata jiahidista dell'Isis e per venire in soccorso delle minoranze religiose in fuga dal conflitto fa tornare di attualità il rapporto che intercorre tra l'NSA (National Security Agency) e il Ministero degli Interni saudita, (MOI)uno tra i più violenti e repressivi del mondo. L'accordo, siglato tra le parti l'8 aprile del 2013 e classificato come “top secret” è venuto alla luce dopo le rivelazioni dell'ex analista della CIA Edward Snowden (qui l'originale in lingua inglese).
In un rapporto dello stesso anno, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti pubblicò sul proprio sito un documento firmato dal segretario di Stato John Kerry denominato “Rapportinazionali sui diritti umani pratiche per il 2013” nel quale stigmatizzava l'impegno degli Usa nella continua difesa della dignità dei diritti umani. Inquello stesso documento figura anche l'Arabia Saudita, il cui Ministero degli Interni è stato già condannato come uno trai i più brutali al mondo nell'applicare la repressione verso i propri dissidenti, politici e religiosi e non estraneo a casi di torture e altri abusi fisici e psicologici a danno dei propri prigionieri.

Ma, se da una parte il Dipartimento di Stato si sforzava di offrire al pubblico un'immagine rassicurante della politica estera americana, dall'altra l'NSA stringeva ulteriori rapporti di collaborazione col MOI.
In realtà, stando alla stessa Agenzia Nazionale per la Sicurezza americana, i rapporti col MOI hanno iniziato ad intensificarsi dopo il 1991, la data che pose fine alla Guerra del Golfo e nel dicembre del 2012 il coordinatore dell'intelligence nazionale, James Clapper, autorizzò l'agenzia ad espandere all'Arabia Saudita la condivisione del SIGINT, un progetto congiunto tra Stati Uniti e Gran Bretagna per aggirare la privacy e i sistemi di sicurezza informatica. Anche questo protocollo, prima delle rivelazioni di Snowden, era catalogato“top secret” e successivamente pubblicato dal Guardian il 5 settembre del 2013.
Ad ogni modo la CIA e il Al Mukhabarat Al A'amah(Direzione Generale per le Indagini, l'equivalente dell'FBI) avevano già collaborato in precedenza con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza interna e monitorare le attività terroristiche nella Penisola Araba.
Durante gli ultimi 12 mesi risulta che l'Arabia abbia intensificato la repressione nei confronti di attivisti e dissidenti al governo: recentemente l'avvocato Waleed Abu al-Khair, impegnato per i diritti umani è stato condannato a 15 anni di reclusione con l'accusa di aver “minato” lo Stato e avere insultato la magistratura; Nel mese di maggio, un blogger liberale, Raif Badawi, è stato condannato a 10 anni di carcere e 1000 frustate; nel mese di giugno, un attivista per i diritti umani, Mukhlif Shammari, è stato condannato a cinque anni di carcere per aver scritto sul maltrattamento delle donne saudite. Ognuno faccia le proprie considerazioni
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