giovedì 29 maggio 2014

Il disarmo nucleare degli USA? Una “bufala” di Obama, premio Nobel per la pace

Barack Obama parla al mondo di disarmo nucleare e intanto investe per la modernizzazione dei suoi arsenali

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Il 5 aprile del 2009, durante una visita a Praga, il presidente americano,Barack Obama, espresse queste parole importanti parole: “Quale unico Paese ad aver usato un'arma nucleare gli USA hanno la responsabilità morale di agire. Di fatto, l'America non ha solo la responsabilità morale, ma anche quella legale, di nazione che commise un crimine contro l'umanità uccidendo indiscriminatamente decine di migliaia di persone e causando malattie da radiazione a vita a molti sopravvissuti”, ma a quelle belle parole di cinque anni fa non c'è stato mai alcun riscontro, anzi, nel dettagliato programma fiscale per il 2015 elaborato a marzo di quest'anno, lo stesso presidente Obama ha chiesto un significativo aumento dei fondi per la ricerca nucleare proponendo un aumento del 7% del budget per le testate passando dai 7,7 miliardi di dollari del 2014 agli 8,3 per il 2015.

In effetti si tratta di un vero e proprio record nelle spese per gli armamenti nucleari, che supera persino il massimo stabilito nel 1985, nel pieno della guerra fredda , durante la corsa agli armamenti sotto il governo Reagan, per il 2019 infatti è prevista una cifra di ben 9,7 miliardi di dollari, il 24% in più del 2014. Il piano economico prevede la modernizzazione delle armi nucleari, tanto le testate quanto i vettori, prolungando la vita dei B61 (bombe nucleari all'idrogeno) di altri 20-30 anni. Al momento circa 200 di questi terribili ordigni sono dislocati in Europa. Ma la “bufala” di Obama non si ferma qui: non solo aumenta il budget per il rimodernamento del proprio arsenale atomico, ma riduce quello destinato allo smantellamento dello stesso passando da un già misero 54,2 milioni di dollari ad appena 30 e tagliando i fondi per il programma di non proliferazione del 21% ovvero 152 milioni di dollari.

E' evidente quindi, che gli Stati Uniti non solo non si stanno muovendo a favore del disarmo nucleare come platealmente affermato a Praga da Obama, ma che addirittura stiano spendendo cifre da capogiro per potenziarlo ulteriormente e la cosa assume caratteristiche ancora più grottesche se si pensa che lo stesso Obama è stato insignito del premio Nobel per la pace e nel frattempo minaccia con la potenza militare l'Iran e la Corea del Nord affinchè rinuncino ai loro programmi atomici. Perché meravigliarsi allora se le altre potenze nucleari come la Russia, la Cina, la Francia e l'Inghilterra si stanno muovendo verso la stessa direzione di rimodernamento dei propri arsenali nucleari?

La chiave di lettura per capire questa situazione apparentemente contraddittoria va cercata in una clausola del 2012 applicata dalla Cina quando sostituì il “No ad un attacco nucleare preventivo” con “L'uso di armi nucleari per difesa” ammettendo chiaramente che tale uso poteva essere legittimato come “possibilità” di un attacco preventivo. Nel corso della conferenza per la NonProliferazione e il Disarmo (NPDI) che si è tenuta a Hiroshima nell'aprile di quest'anno, alcune Organizzazioni Non Governative chiesero chiaramente agli Stati membri di rendere immediatamente e indistintamente illegali tutte le armi nucleari del pianeta, ma furono osteggiate da Paesi come l'Australia e il Giappone i quali dichiararono che il deterrente nucleare americano era di fondamentale importanza nella difesa dei propri territori contro le eventuali minacce da parte degli Stati nemici, in aperta violazione dellcapitolo 1, articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite che proibisce “La minaccia o l'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi stato”. Letto in altri termini si potrebbe quindi affermare che un deterrente nucleare implica un potenziale atto di terrorismo e di conseguenza le nazioni in possesso di tali armi possono essere considerate come potenziali nazioni terroriste.
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