domenica 4 maggio 2014

Fiorentina-Napoli: camorra batte Stato 3 a 1. Genny “a' carogna” dà lezione di politica.

E' Genny “a' carogna” il protagonista della partita Fiorentina-Napoli, dopo 45 minuti di trattative con le forze dell'ordine è lui a dare l'ordine di giocare il match

Genny "a carogna"
Il vero protagonista della partita Fiorentina-Napoli che si è giocata ieri a Roma è Gennaro De Tommaso detto “a' carogna”, dopo una lunga trattativa con le forze dell'ordine è lui che di fatto ha dato il via al calcio d'inizio: camorra batte Stato 3 a 1. Già, Gennaro De Tommaso, Genny “a' carogna” è figlio di Ciro De Tommaso, ritenuto un affiliato al clan camorristico del Rione Sanità di Misso, ma se anche così non fosse, ieri il capo degli ultrà del Napoli ha dato la dimostrazione, non solo agli italiani, di come lo Stato si sia fatto tenere sotto scacco da un gruppo di tifosi.

Ma vediamo i fatti: prima dell'attesa partita di Coppa Italia ci sono stati degli scontri tra le tifoserie del Napoli e della Roma: due sostenitori della squadra partenopea che si trovavano a bordo della propria auto sono stati accerchiati nella zona di Tor di Quinto da un gruppo di ultrà con l'accento romano nei pressi di un vivaio. Stando ai primi resoconti ancora da chiarire forse il titolare dell'esercizio commerciale avrebbe estratto una pistola e sparato ferendo i due tifosi (uno colpito ad una mano mentre l'altro è grave con un proiettile conficcato nella spina dorsale). Da lì sono nati gli scontri tra le due tifoserie con cariche della polizia.

A quel punto la situazione si fa incandescente e, in Tribuna Monte Mario, il presidente del Coni, Giancarlo Abete; il presidente della Fedrcalcio, Maurizio Beretta; il presidente della Lega Calcio, Andrea Della Valle; il presidente della Fiorentina, Aurelio De Laurentis; il presidente del Napoli e persino Matteo Renzi, il presidente del Consiglio discutono sul da farsi in attesa delle decisioni del Prefetto e del Questore di Roma. E' a quel punto che inizia una lunga trattativa (45 minuti) tra gli ultrà del Napoli, capitanati da Genny “a'carogna” e le forze dell'ordine. Dalla curva nord dell'Olimpico riservata ai sostenitori del Napoli partono cori “Niente partita”, insieme a qualche fumogeno e qualche petardo ed è proprio Genny “a' carogna” a scendere in campo e a parlare con il capitano della squadra partenopea, Hamsik. Dopo aver ottenuto la decisione che entrambe le tifoserie, quella della Fiorentina e quella del Napoli, rispetteranno il silenzio per tutta la durata del match, Genny “a' carogna” ordina al prefetto: “Va bene, la partita si gioca, ma i tifosi delle rispettive squadre rimarranno in silenzio”.

Camorra batte Stato 3 a 1. Gennaro De Tommaso, oltre ai presunti legami con il clan del Rione Sanità, era già noto come il leader indiscusso del gruppo dei Mastiffs e successivamente della curva A del San Paolo, sulla maglietta che indossava durante la concitata trattativa spiccavano in evidenza le scritte: “Libertà per gli ultras” sul retro e “Speziale libero” sul davanti. Quest'ultima si riferisce ad Antonio Speziale, ultrà del Catania, condannato ad 8 anni per l'omicidio dell'ispettore di polizia Filippo Raciti avvenuto il 2 febbraio del 2007 durante gli scontri scoppiati in occasione del derby Palermo-Catania. Le immagini della trattativa tra Genny “a' carogna” e le forze dell'ordine hanno fatto il giro del mondo (la partita era ripresa in mondovisione) e l'immagine della politica italiana pure, un'immagine dell'Italia che si fa tenere sotto scacco da un camorrista
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