sabato 24 maggio 2014

L'insidia del tasto “Sono un elettore” e così Facebook ci fa scoprire chi sono i buoni e i cattivi

Domani, in occasione delle elezioni europee, sul nostro profilo Facebook troveremo tutti il tasto “Sono un elettore”. Che senso ha dirlo?

facebook
Domani (domenica 25 maggio) tutti gli utenti di Facebook troveranno sui propri profili un tasto speciale dedicato alle elezioni europee, il pulsante “Sono un elettore”. Lo scopo, secondo gli ideatori dell'iniziativa, sarebbe solo quello di comunicare ai propri amici o a tutti coloro che visiteranno la nostra pagina di “comunicare di aver compiuto il proprio dovere civico”. Ce n'era bisogno? E evidente che chiunque voglia comunicare alle proprie cerchie di conoscenze la personale adesione all'iniziativa elettorale è libero di farlo in qualsiasi momento, è libero persino di esprimere le proprie preferenze e addirittura sul social network sono sorti dei gruppi ad hoc per sostenere l'una o l'altra parte negli schieramenti politici in campo, perché dunque aggiungere questo tasto?

Apparentemente potrebbe anche sembrare una cosa simpatica se non addirittura lodevole: dimostrare a tutti quanto siamo bravi, ligi e rispettosi delle regole comuni, ma in realtà il pulsante “Sono un elettore” è qualcosa di molto più subdolo, un ulteriore strumento di controllosociale, vediamo perché partendo da un concetto di “non affermazione”: non cliccare il nuovo tasto di Facebook significa ammettere implicitamente il fatto di aderire a quella vasta fascia di astenuti o indifferenti che non dichiarano di essersi recati ai seggi e questo al di fuori della loro volontà, un po' come il discutibile principio del “silenzio-assenso”; il concetto di agnosticismo, la libertà di essere semplicemente indifferenti o di non volersi fare coinvolgere è completamente ignorata e come tale annullata.

Ma d'altra parte Facebook haposto maggiore attenzione alla sicurezza dei dati dell'utente ricordandogli con un pop-up di assicurarsi su chi è autorizzato a vedere i propri post (amici, pubblico o personalizzato) aspetto al quale spesso molti non prestano eccessiva attenzione. Va ricordato infatti che molti recruiter o addetti alla selezione del personale usano i social network per avere maggiori informazionesul candidato, quello che si posta su Facebook, su Twitter o su altri social network, se non filtrato adeguatamente dall'utente, diventa una incancellabile prova dei nostri orientamenti, dei nostri stati d'animo o semplicemente dei nostri gusti nel campo musicale, il tasto “Sono un elettore” è un altro strumento di giudizio messo a disposizione dalla grande “effe blu” e non sembra che l'utente ne sia l'effettivo beneficiario: non solo un tasto inutile, ma addirittura insidioso
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