sabato 10 maggio 2014

Le api a rischio estinzione ed ecco farsi avanti le multinazionali del cibo, è l'allarme di Greenpeace

Greenpeace lancia l'allarme con un video: le api sono a rischio estinzione e le multinazionali affilano le proprie unghie

Api_impollinatrici
Il vero dominio su questo povero pianeta sfruttato e sovrappopolato è nella gestione delle risorsealimentari. Greenpeace diffonde un video per sensibilizzare l'opinione pubblica sullo sterminio delle api da parte delle multinazionali del cibo. Secondo il parere di alcuni studiosi l'estinzione di questi operosi insetti potrebbe provocare in breve tempo l'estinzione del genere umano. Non si tratta di allarmismo, infatti le api svolgono un ruolo importantissimo nell'impollinazione dei fiori e di conseguenza degli alimenti vegetali che essi producono. In altre parole questi imenotteri sociali che sono diffusi in tutte le aree geografiche del pianeta (se si fa eccezione ai poli dove la vegetazione è pressoché inesistente) sono alla base della catena alimentare: favoriscono l'impollinazione delle piante delle quali si nutrono gli erbivori i quali, a loro volta, diventano alimento per carnivori.


Allora perché, si sono domandate le multinazionali dell'alimentazione, lasciare alle api il monopolio della produzione del cibo? Nel breve video prodotto e diffuso da Greenpeace, “Robobees”, si vedono delle api robot che sostituiscono quelle vere nel compito dell'impollinazione. Il video è ambientato in un futuro non troppo lontano, ma il messaggio è chiaro: le multinazionali che già stanno dominando nel campo dell'alimentazione (vediMonsanto, Dupont ecc.), attraverso l'uso e la diffusione deipesticidi stanno facendo in modo di sterminare le api per sostituirle con api artificiali di loro proprietà garantendo così l'approvvigionamento alimentare globale.

Sembra uno scenario da fantascienza, ma non è così. Secondo le ricerche condotte non solo da Greenpeace, ma anche da molti studiosi accreditati, negli ultimi anni il numero delle api risulta notevolmente calato e così l'ipotesi delle api robot suggerita dagli ambientalisti non è poi così tanto peregrina tant'è, come affermano gli stessi attivisti di Greenpeace: “Abbiamo deciso di farci sentire durante le assemblee generali delle due società agrochimiche Sygenta e Bayer per chiedere conto direttamente ai presidenti delle due aziende della crisi degli impollinatori e dell'agricoltura, mentre i nostri attivisti, insieme agli apicoltori, hanno accolto gli azionisti distribuendo loro materiale informativo. Il modello agricolo che ci propongono i giganti dell'agrochimica – prosegue il comunicato stampa- legato alla dipendenza dei pesticidi e alle monocolture è fallimentare e conduce alla perdita della biodiversità e di funzioni esenziali come l'impollinazione
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