venerdì 2 maggio 2014

L'OMS lancia un allarme: stiamo entrando nell'era post-antibiotica

Batteri sempre più resistenti agli antibiotici, l'Organizzazione Mondiale della Sanità lancia un allarme

Batteri_resistenti
Che l'uso incontrollato degli antibiotici potesse creare ceppi di batteri sopravvissuti più resistenti è noto da tempo, ma adesso l'Organizzazione Mondialedella Sanità lancia un vero e proprio allarme: “Senza misure urgenti e un'azione coordinata entrare in un'era post-antibiotica è una reale possibilità”. Il primo rapporto dell'OMS sulla resistenza batterica su scala mondiale è stato pubblicato a Ginevra. Il documento riporta i dati monitorati in 144 Paesi ed evidenzia l'accertata resistenza di 7 batteri responsabili di malattie gravi comuni come le diarree, le polmoniti, le infezioni ematologiche, le infezioni alle vie urinarie e la gonorrea ai normali trattamenti con gli antibiotici compresi quelli di ultima generazione.

A titolo di esempio, nel rapporto stilato dall'OMS, si evidenzia che in Paesi come l'Australia, il Canada, la Francia, la Svezia e l'Inghilterra il trattamento della gonorrea con le cefalosporine non è più efficace e che circa un milione di persone ogni giorno si ammalano di quella infezione. “Se non si prendono immediati provvedimenti – ha dichiarato Keiji Fukuda, direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità- da parte dei diversi soggetti e istituzioni coinvolti, il mondo potrebbe precipitare in un'era post-antibiotica. Le infezioni più comuni e persino le ferite non gravi che sono state trattate senza problemi per decenni ora possono uccidere di nuovo”.

Le ragioni di questa pericolosa reviviscenza dei batteri va ricercata, secondo l'OMS, nell'uso troppo frequente e nel cattivo dosaggio degli antibiotici. I virus che sopravvivono all'attacco dei farmaci risultano così più resistenti. In gioco ci sono anche le cattive abitudini dei pazienti che spesso ricorrono all'auto-somministrazione degli antibiotici senza un adeguato controllo medico o alla sospensione del trattamento stesso quando i sintomi dell'infezione sembrano essere scomparsi o addirittura a “riciclare” vecchie prescrizioni.

La prima raccomandazione dell'OMS è di intervenire nel senso di un cambiamento culturale riguardo l'uso dei farmaci, soprattutto da parte dei cittadini, e prestando maggiore attenzione nei confronti dell'igiene personale soprattutto in quei Paesi a rischio come quelli in via di sviluppo dove i batteri resistenti potrebbero rappresentare vere e proprie calamità sanitarie
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