domenica 18 maggio 2014

Grillo fuori controllo, dopo aver evocato la vivisezione ora dichiara di andare oltre Hitler

Dudù, Hitler, Stalin e l'appoggio della Digos, Dia e Carabinieri: Grillo sembra aver perso ogni controllo

Ghigliottina
Dopo l'agghiacciante esternazione di venerdì scorso nel comizio di Pavia dove Grillo invocava la vivisezione per Dudù, il cane dell'avversario politico Silvio Berlusconi, ora il comico genovese alza il tiro e da piazza Castello, a Torino, sbraita altre frasi preoccupanti che fanno dubitare sulla sua sanità mentale. Grillo è fuori controllo. “Io non sono Hitler, sono oltre Hitler. Se non ci fosse il Movimento 5 Stelle ci sarebbero i nazisti. Il nostro populismo è la più alta espressione della politica” ha dichiarato alla folla che assisteva al suo ennesimo comizio show nella piazza torinese aggiungendo qualcosa di incomprensibile: “Ci dicono che siamo fascisti, i nazisti, i cattivi che faranno del male fisico alla gente. Invece dovrebbero ringraziarci perché grazie a noi in questo Paese non c'è stata violenza e non è nato il partito neofascista”. Ma che significa questa contraddizione in termini? Grillo è consapevole di quello che dice?

Il fatto che Grillo non sia Hitler è oltremodo evidente a meno che non si creda nella re-incarnazione sotto un aspetto fisico differente (Hitler aveva frangetta e baffetti e non capelli ricci e barba) quello che desta preoccupazioni è che si definisca “oltre Hitler” e in sostanza, anche con le epurazioni dei dissidenti all'interno del suo movimento, ha dato la dimostrazione che “o si pensa come vuole lui o fuori” atteggiamento molto poco democratico. Ma il delirio di Grillo prosegue con la seguente affermazione: “Alla Digos sono già con noi, alla Dia sono già con noi, i carabinieri sono con noi. Facciamo un appello: non date più la scorta a questa gente”. Tralasciando il fatto che pubbliche affermazioni circa lo schieramento politico di alcuni settori di apparati statali dovrebbero essere suffragati da prove concrete va sottolineato che il Sap, Sindacato Autonomo di Polizia, si è dissociato dichiarando: “Non siamo dalla parte di nessuno” e meno male, se no potremmo aspettarci un colpo di Stato da un momento all'altro ad opera di carabinieri, Digos e Dia capeggiato da un comico fuori controllo.

Un'altra chicca che Grillo ci regala dal palco di piazza Castello è la promessa di una nuova Norimberga nazional-popolare: “Quando il Movimento 5 Stelle sarà al governo ci sarà un processo pubblico, non violento, sulla rete, con tanto di Pubblico Ministero, e voteremo, caso per caso, quei giornalisti, quei politici e quegli imprenditori che hanno disintegrato queste tre categorie e prima che i politici vadano via faremo un'indagine fiscale su di loro per vedere come hanno speso i nostri soldi”. Anche ammettendo che in Italia politica, stampa e imprenditoria debbano rispondere di molte cose oscure, l'affermazione di Grillo suona più come una minaccia che come un'istanza di giustizia ed evoca alla mente scenari da ghigliottina e di giustizia sommaria fatta sull'onda del risentimento popolare.

Chi parla alle folle dovrebbe essere consapevole che le parole possono essere incendiarie e che fare leva sul malcontento può essere pericoloso e sfuggire al controllo. Usare paragoni così estremi come Hitler o Stalin (Grillo ha citato anche quello rispondendo ad una dichiarazione di Schulz che lo paragonava al dittatore sovietico) non aiuta di certo un processo democratico pacifico, parlare di vivisezione, dittatori e processi popolari accresce sicuramente l'audience e fa parlare i giornali, ma aiuterà l'Italia ad uscire dalla situazione in cui si trova, ma Grillo, in qualità di comico-politico lo sa: “There is only one thing in the world worse than being talked about, and is not being talked about” (Oscar Wilde nel ritratto di Dorian Gray)
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