lunedì 14 luglio 2014

OGM, il “risparmio” che pagheremo a caro prezzo

L'impatto degli OGM, in termini di costo, è altamente superiore a quello che le multinazionali del cibo vogliono farci credere: quello che può apparire un “risparmio” lo pagheremo a caro prezzo

Genetic_roulette
Le motivazioni che le multinazionali del cibo portano a sostegno per farci passare per buoni gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) sono principalmente due:
  • i costi ridotti nel ciclo produttivo, in quanto tali alimenti hanno una grande resistenza alle piante infestanti, ai parassiti e alle avverse condizioni atmosferiche 
  • la convinzione che tali alimenti possano essere una delle soluzioni possibili per combattere la fame nel mondo
Naturalmente queste multinazionali non tengono conto, o meglio, non vogliono tenere conto, di quelli che sono i cosiddetti “costi sociali
Si sa da sempre che le monocolture, col tempo, tendono ad impoverire i terreni sui quali vengono applicate così come si sa che il bestiame allevato, se nutrito costantemente con una alimentazione poco variegata, tende ad avere una carenza di difese immunitarie che devono essere integrate con additivi chimici e combattute con l'uso di antibiotici. Questi costi aggiuntivi che sostengono gli allevatori però, non vengono evidenziati adeguatamente, ma è chiaro che nessuno abbia interesse a farlo.
Al di la delle trionfalistiche dichiarazioni fatte da queste multinazionali, la Monsanto prima fra tutte, gli Organismi Geneticamente Modificati non sono del tutto immuni agli attacchi dei parassiti, ma solo ad alcuni specifici e, guarda caso, le stesse industrie che detengono i brevetti di tali prodotti sono anche le principali produttrici degli antiparassitari necessari a combatterli.
Quindi, oltre ad impoverire il terreno, gli OGM, e la loro coltivazione, apportano allo stesso un'alta concentrazione di sostanze chimiche di cui ancora non si conoscono gli effetti su lungo termine. Quello che si sa per certo è che questi pesticidi stanno già mettendo a rischio di estinzione alcune specie di uccelli granivori e le api, senza contare le ripercussioni sulla catena alimentare che vede l'uomo al suo apice.
Le posizioni assunte dai vari Paesi riguardo l'uso di OGM sono molto diverse. In Russia, per esempio,l'uso di queste colture è severamente vietato dalla legge che le equipara a veri e propri atti terroristici a danno della salute pubblica mentre gli Stati Uniti invece, fanno pressioni sui Paesisatellite affinché queste vengano introdotte, sempre in nome del presunto “risparmio” economico.
In realtà, quello che all'apparenza è una riduzione dei costi di produzione, si sta già rivelando un'operazione che pagheremo tutti a caro prezzo in termini di costi sociali ed ambientali.

Ancora non esistono casistiche dettagliate sulla relazione che può intercorrere tra l'insorgenza di masse tumorali e consumo di OGM e se esistono, certamente non vengono poste all'attenzione dell'opinione pubblica, la clientela finale di questi prodotti. Per citare le parole di Jeffrey M. Smith, tratte dal suo libro “Genetic Roulette”: I cibi geneticamente modificati sono intrinsecamente non sicuri, e le attuali analisi di sicurezza non sono capaci di proteggerci o perfino di identificare la gran parte dei pericoli.”
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