mercoledì 2 luglio 2014

Animali buoni e animali cattivi? Forse, per chi vende insetticidi

Esistono animali buoni e animali cattivi? Arriva il caldo e ci sarà il consueto abbandono di animali, si alzeranno voci di protesta, ma ci si proteggerà dalle fastidiose zanzare.

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   Estate, come tutti gli anni si ripresenta il solito, drammatico problema dell'abbandono degli animali domestici, in special modo i cani, posti al centro di campagne di sensibilizzazione organizzate da enti e istituzioni spesso sponsorizzati da personaggi noti dello sport e dello spettacolo (sarebbe interessante sapere se lo fanno a titolo gratuito o se anche questo profondo amore per gli amici a quattro zampe non sia un pretesto per intascare altro denaro), ma al tempo stesso altri messaggi vengono diffusi con altrettanta enfasi, messaggi di sterminio. Già perché evidentemente ci sono animali buoni ed animali cattivi: zanzare, mosche e pappataci appartengono inesorabilmente alla seconda categoria.
Ma per quale ragione si fanno queste distinzioni? Certamente la secolare convivenza con cani e gatti ha fatto si che queste creature siano diventate parte integrante della nostra società di esseri umani, ma va anche ricordato che in alcuni paesi asiatici la carne di cane è considerata una prelibatezza e che gli stessi vengono detenuti e macellati all'aperto come facciamo noi con il pesce fresco dei mercati mentre in alcune regioni d'Italia igatti facevano parte della cucina popolare e forse, benché vietato dalla legge, ne fanno ancora parte.
Ma mettendo da parte i punti di vista dei vegetariani e dei vegani, i quali escludono completamente gli animali dal discorso alimentare, possiamo notare che da noi la carne di bovino è un elemento essenziale della nostra economia, mentre in India le vacche sono considerate sacre e il maiale, diffusamente allevato nel nostro Paese e utilizzato per numerosi insaccati, per i musulmani, appena al di là del Mediterraneo, è un vero e proprio tabù.
Stessa contraddizione per il cavallo: adorato da alcuni e “magnato” da altri.
Ovviamente, quindi, il discorso è puramente culturale: quello che ci fa stabilire quali sono gli animali buoni e gli animali cattivi è il contesto sociale in cui viviamo.
Quello che appare meno ovvio invece è l'aspetto contraddittorio di certe pubblicità che ci fanno vedere le zanzare come esseri maligni posti in agguato delle nostre serene grigliate all'aperto, creature da combattere e distruggere con tutti i mezzi necessari, persino con quelle strane lampade azzurrine che tanto sanno di sedia elettrica e ci si domanda: quanto può essere educativo un tale esempio?
Già, i produttori di insetticidi non si pongono certo di questi problemi, l'importante è vendere e non importa il significato intrinseco del messaggio: ci sono animali buoni e animali cattivi dimenticando che l'equilibrio naturale del pianeta si basa sulla convivenza di tutte le creature

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