domenica 27 aprile 2014

Russia-USA, la guerra si combatte anche nel campo dell'alimentare: Mosca dice no agli OGM

E' ufficiale, la Russia vieta gli OGM. E' un altro segnale che Putin vuole lanciare agli USA?

OGM
Lo scorso febbraio la Duma di Stato ha presentato un progetto di legge per vietare la coltivazione di prodotti alimentari trattati geneticamente, gli ormai famosi OGM(Organismi Geneticamente Modificati). La proposta, fortemente caldeggiata da Putin, ha trovato anche il parere favorevole del Comitato dell'Agricoltura e a luglio la risoluzione entrerà in vigore in maniera definitiva. Ma Mosca non si limita solo ad impedire la produzione, recentemente il primo ministro Dmitri Medvedev ha dichiarato che “La Russia non importerà più prodotti OGM, la nazione ha spazio e risorse sufficienti per produrre cibo organico, se agli americani piace mangiare alimenti geneticamente modificati facciano pure, noi non ne abbiamo bisogno”.

Presa in sé la notizia della decisione russa di non produrre e di non importare OGM potrebbe solo essere la dimostrazione che anche questo Paese si aggiunge alla già lunga lista degli Stati anti-OGM, ma vista in un contesto più ampio, quello che riguarda l'attuale crisi ucraina, si potrebbe notare la non tanto celata strategia di Putin per ribadire il fatto che la Russia rifiuta, e contrasta, l'Ordine Mondialeimposto dagli Stati Uniti. La guerra Russia-USA quindi, si sposta sul piano dell'economia globale modificando quello che fino ad ora sembrava solidamente affermato: la Russia minaccia di sospendere le forniture di gas naturale agli Stati dell'Europa centrale e gli Stati Uniti, o meglio le multinazionali americane (Chevron e Shell per citarne due), stanno pensando a sdoganare il contestato metodo del fracking per la produzione dello stesso, ma al tempo stesso Mosca promuove una legge che vieta l'importazione e la produzione degli OGM anch'essi però legati all'egemonia americana (Dupont eMonsanto sempre per citare quelle più famose) mentre di soppiatto, quasi facendolo passare per un errore tecnico, l'Europa dàil via libera alla produzione di mais geneticamente modificato.

Un discorso complesso insomma, dove i contrasti legati all'Ucraina possono sembrare solo un pretesto per dare uno scrollone all'attuale ordine economico, anche in vista dei possibili sviluppi che si potrebbero attendere dalle prossime elezioni europee e il ruolo che essa potrebbe ricoprire in un futuro prossimo. Un'enorme partita a scacchi dove per ora aerei, truppe e carri armati svolgono solo la figura di pedoni, mentre pian piano si cominciano ed intravedere i pezzi più importanti
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