venerdì 4 aprile 2014

E se il “rullo compressore” del rottamatore Renzi tagliasse gli enti inutili e obsoleti?

Renzi ha promesso 10 mld da dividere nelle buste paga, come mai il rottamatore non pensa ad abolire gli enti inutili?

Rullo_compressore
E' nel 1956 che nasce la prima legge per l'abolizione degli enti inutili, ma dopo quasi 60anni tutto rimane come allora. Matteo Renzi, il rottamatore, promette di trovare 10 miliardi per impinguare le nostre buste paga con 80 euro (anche se nel frattempo passano quasi sotto silenzio l'aumento dell'Irpef e la tassa sui telefonini), troppo giovane Renzi per ricordare che questi enti esistono ancora e che, guarda caso, incidono sulle casse dello Stato esattamente 10 miliardi l'anno?

Troppo facile fare promesse e giocarsi la faccia con scadenza a termine, troppo comodo essere indulgenti e fiduciosi coi politici, per loro non si tratta di “giocarsi la faccia”, ma di “giocarsi UNA faccia”, ne hanno sempre qualcuna di riserva. Ma torniamo al nostro giovane Renzi e alle sue rottamazioni. Se con questo termine intende dare una semplice spolveratina di facciata allora forse non ci siamo, è come nascondere la polvere sotto al tappeto. La maggior parte degli enti inutili dello stato Italiano risalgono ai tempi del fascismo o addirittura ai tempi della monarchia come l'Ente per il Patronato pro-ciechi intitolato alla Regina Margherita o l'Ente Nazionale per i lavoratori rimpatriati e profughi, noi, testa di ponte dei nuovi flussi migratori in Europa.

In realtà quali e quanti siano esattamente questi enti inutili non è facile saperlo, spesso per evitare la effettiva abolizione ricorrono a vari escamotage come il cambio del nome per esempio, come l'Ente Nazionale della Montagna che grazie all'interesse congiunto del centrodestra e del centrosinistra è diventato Istituto Nazionale della Montagna rimanendo così di fatto un serbatoio per facili carriere e clientelismi vari oppure con ricorsi al Tar che, data la proverbiale lentezza della legge italiana, garantiscono a questi veri e propri orpelli di assicurarsi un ulteriore durata nel tempo.

Chi non ha memoria non ha futuro e ripete gli stessi errori del passato. Forse Renzi, paladino della rottamazione, dovrebbe liberarsi, o meglio liberarci, dalle catene che i vecchi governi hanno voluto mantenere intatte e, almeno per semplice decenza, sfoltire definitivamente quel sotto bosco marciscente di enti, istituti e associazioni che servono solo a chi di professione fa il parassita
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