giovedì 8 maggio 2014

Google potrebbe avere avuto contatti con l'NSA, lo afferma Al Jazeera USA. Si teme per la sicurezza dei dati degli utenti

Secondo il sito Al Jazeera USA tra Google e l'NSA ci sarebbe stato uno stretto contatto. Timori degli utenti per la sicurezza dei dati personali

Google
Tutto sommato c'era da aspettarselo, ma proprio in questi giorni il sito americano di Al Jazeera ha rivelato di un fitto rapporto di corrispondenza email tra Keith Alexander, allora a capo dell'NSA National Security Agency, l'Agenzia per la Sicurezza Americana) e i più alti esponenti di Google, il colosso della comunicazione internazionale. Il carteggio, se così si può dire, tra Google e l'NSA sarebbe avvenuto nel periodo compreso tra il 2011 e il 2012 e da alcuni stralci delle suddette e-mail pubblicate da Al Jazeera emerge che l'Agenzia per la Sicurezza Americana fosse a conoscenza di diversi dettagli del lavoro compiuto dal gigante di Mountain View: “Quando raggiungeremo questo punto dei nostri progetti, fisseremo un incontro classificato per i capi delle compagnie più importanti, così da fornirgli un quadro delle minacce esistenti che pensiamo possano essere risolte e capire quale possa essere il loro impegno nell’organizzazione per il futuro”

Naturalmente Google ha subito smentito queste affermazioni che potrebbero mettere in allarme i milioni di utenti che fanno uso dei propri servizi, dalle email ai dati personali e, sostanzialmente, per tutto il flusso diinformazioni che quotidianamente confluiscono e vengono veicolate dal più grande motore di ricerca del mondo e così ha a sua volta il portavoce di Big G ha rilasciato questa dichiarazione all'Huffington Post : “Lavoriamo duramente per proteggere i nostri clienti dagli attacchi cibernetici e per questo ci confrontiamo con esperti, occasionalmente anche del governo statunitense, per assicurarci di rimanere aggiornati sul tema”. In sostanza, a leggere bene tra le righe, Googlenon nasconde un'effettiva collaborazione con l'NSA, cerca solo di smorzare i toni.

Per dovere di verità bisogna ricordare che i due fondatori di Google, Sergey Brin e Eric Schidt, hanno sempre affermato di non aver mai dato al governo l'accesso ai dati personali dei propri clienti, ma il recente scandalo delle intercettazioni dell'NSA sulle conversazioni telefoniche private di diversi Capi di Stato e le rivelazioni di Edward Snowden che hanno scatenato il famoso Data Gate un po' di perplessità a riguardo le lasciano lo stesso e se poi aggiungiamo il fatto che, verso la fine del 2013, il colosso di Mountain View ha varato nella baia di San Francisco due misteriose unità galleggianti il cui scopo non è mai stato chiarito (si parla di giganteschi server utilizzati o utilizzabili per eventuali back-up in caso di malfunzionamenti del sistema oppure di laboratori ultra-segreti) e che recentemente ha acquisito la Titan Aerospace, una start-up che produce droni pensati per volare ad alta quota grazie ai pannelli solari il cui scopo sarebbe sia quello di fornire sia una mappatura sempre più accurata del pianeta per Google Map sia per garantire una copertura internet in quei luoghi non ancora raggiungibili dai satelliti, beh, un certo brivido lungo la schiena potrebbe anche correre se solo si pensasse ad un uso diversoda quelli dichiarati.

Tanto Google quanto l'NSA agiscono negli ambiti della massima segretezza e indubbiamente posseggono strutture e mezzi per controllare tutte le informazioni che viaggiano nello cyber spazio, può darsi che le affermazioni di Al Jazeera nei prossimi tempi vengano ridimensionate (nella vicenda sono coinvolti enormi capitali, servizi segreti ed informazioni vitali quindi ci si può aspettare di tutto, ma il sospetto che le nostre mail, le nostre chat e tutti i nostri dati possano essere spiati e controllati dal Grande Fratello è piuttosto inquietante. Ognuno tragga le proprie conclusioni

mercoledì 7 maggio 2014

Il significato della fede si è perso in un colpo di pistola sparato nel nome di Dio Pallone

Se la fede nel calcio provoca quello che abbiamo visto in questi giorni sarà il caso di pensare ad un cauto agnosticismo

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La fede è definibile come l'adesione a un messaggio o un annuncio fondata sull'accettazione di una realtà invisibile, la quale non risulta cioè immediatamente evidente, e viene quindi accolta come vera nonostante l'oscurità che l'avvolge. La fede consiste pertanto nel «ritenere possibile» quel che ancora non si è sperimentato o non si conosce personalmente. Questo è ilsignificato che dà Wikipedia alla parola fede, sicuramente potranno esserci altre interpretazioni dello stesso concetto, ma non potendo considerarle tutte nell'insieme, atteniamoci a questa che, in fondo, è la prima voce in assoluto che compare trai i risultati di un motore di ricerca. Senza fare nessuna ironia, immediatamente a seguire troviamo Emilio Fede

La fede dunque, sta alla base di qualunque religione, è l'accettazione di un fatto “a prescindere” da qualunque logica o dimostrazione e nulla può distogliere il credente dalle sue convinzioni. Non c'è nulla di male in questo, salvo nei casi in cui diventa fanatismo. La filosofia, per quanto affronti spesso argomenti altrettanto “invisibili”, lo fa con un approccio razionale, la filosofia vuole “dimostrare” un concetto attraverso un ragionamento logico; al massimo può contribuire alla nascita di una corrente di pensiero o ad un'ideologia, ma la fede nel calcio (o in qualsiasi altrosport) cos'è? Da quale profondo travaglio spirituale nasce la decisione di essere genoano anziché atalantino? Quale illuminazione? Quale premio aspetta il tifoso quando passerà nell'altra vita?

Questo bisognerebbe chiederlo a chi va allo stadio armato di spranghe e bombe carta o meglio a chi ci va con la pistola pronto a reprimere la vita di chi non condivide la sua stessa fede, magari col permesso di Gerry “a carogna” a cui lo Stato, in cambio di 5 anni di Diaspo (sembra il nome di un medicinale lassativo) ha regalato l'immortalità mediatica internazionale e una maggiore autorità tra i suoi fedeli. Se la parola “fede” viene sdoganata così facilmente, se anche la stampa, sempre alla ricerca di parole e concetti coloriti, accetta di usarla per motivare l'esaltazione di quello che semplicemente è tifo allora è bene ricordare ancora una volta: “La fede è definibile come l'adesione a un messaggio o un annuncio fondata sull'accettazione di una realtà invisibile, la quale non risulta cioè immediatamente evidente, e viene quindi accolta come vera nonostante l'oscurità che l'avvolge. La fede consiste pertanto nel «ritenere possibile» quel che ancora non si è sperimentato o non si conosce personalmente”.

martedì 6 maggio 2014

“Sì tu a carogna” e Salvini è costretto in ritirata mentre il web si divide sul lato B della Bacchiddu

Ottime scelte di campo di Salvini, lato B della Bacchiddu da manifesto elettorale e una leggera soggezione verso la camorra, così ci prepariamo per le elezioni europee

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Non si è ancora placata l'eco della partita di sabato scorso, quella dominata dalla figura di Genny “a carogna” che ecco Matteo Salvini, sostenitore del secessionismo veneto e segretario nazionale della Lega Nord si presenta niente po' po' di meno che a Napoli, in piazza Carlo III, per tenere un comizio in vista delle prossime elezioni europee. Ottimo tempismo ed ottima scelta di campo, non c'è che dire e meraviglia il fatto che sia stato accolto al grido: “Vattenne! Sì tu a carogna! Lavati col fuoco!” lanciato da un gruppetto di persone accompagnate dalla bandiera del Regno delle due Sicilie. A Salvini non era bastata l'accoglienza ricevuta a Salerno, sempre nell'ambito della sua campagna elettorale, quando alcuni esponenti del movimento “Meridionalisti democratici” gli avevano lanciato contro frasi incoraggianti del tipo: “Chiedi scusa al Sud” e “Quando vieni fatti un vaccino”.



Ma si sa, i politici italiani, come si suol dire, hanno la facciapiù grossa del c... e per dimostrarlo senza possibilità di equivoci ci ha pensato la bella Paola Bacchiddu, esponente di spicco della lista Tsipras, che ha postato sul suo profilo Facebook una fotografia che mostra le sue migliori doti di donna della politica. Naturalmente le polemiche sono subito divampate tra i pro e i contro, chi critica lo spudorato uso del corpo femminile per fini propagandistici in disprezzo della dignità di tutte le donne e chi invece apprezza proprio la genialità di un messaggio così provocatorio e di notevole impatto (chissà che effetto avrebbe fatto agli elettori la foto del lato B della Fornero o della Cancellieri? Meglio non pensarci!)



Fatto sta che alla vigilia dell'importante appuntamento con le elezioni Europee ci presentiamo con un quadro piuttosto desolante: un presunto camorrista che, al di la delle smentite e delle interpretazioni, è stato filmato e fotografato dalle TV di tutto il mondo mentre dava il via alla partita finale della Coppa Italia, mentre il presidente del consiglio presente in tribuna non sapeva che pesci pigliare; Matteo Salvini che dopo avere difeso come eroi i secessionisti del tanco di latta si presenta nella città simbolo della “Terronia” per chiedere voti e la giornalista e la candidata Paola Becchiddu che mostra il suo “programma politico” in tutta la sua rotondità. Se questi soggetti devono rappresentare l'Italia in Europa... beh, meno male che esiste Gino Strada

lunedì 5 maggio 2014

India, bambina stuprata da un prete cattolico. La frase di Cristo aveva un significato diverso

Una bambina di 10 anni è stata stuprata da un prete prima della comunione. Forse aveva interpretato male le parole di Cristo?

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Una storia che lascia ferite nell'anima: una bimba di appena 10 anni è stata stuprata dal prete cattolico che avrebbe dovuto celebrare la sua comunione con Dio. L'episodio è avvenuto nello stato meridionale del Kerala. Con il preteso di fare provare alla bimba il vestito della prima comunione il 44enne sacerdote Raju Kokkan, ha attirato la giovane vittima nella propria abitazione ed ha abusato della sua innocenza. E' stata la madre della piccola a denunciare il fatto alla polizia così il prete-orco è stato rintracciato presso la casa di alcuni conoscenti a Nagercoil, nel vicino Tamil Nadu, dove sperava di sfuggire alla giustizia. Secondo la polizia il sacerdote, che prestava servizio presso la chiesa di Thaikkattusery, non era nuovo a tali “prodezze” e pare che l'uomo avesse già abusato in precedenza della giovane vittima e che le aveva scattato delle foto di lei nuda con in mano un telefonino.

Fin qui la triste, squallida cronaca di un ennesimo abuso ai danni di un innocente inasprita dal fatto che a compierlo sia stato un uomo di chiesa e allora ci si chiede provocatoriamente: sono forse state travisate le parole di Cristo quando dice: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso. E prendendoli fra le braccia e imponendo loro le mani li benediceva” (Matteo 18-14)? No, siamo abituati a notizie di questo tipo e in fondo non ci meravigliamo più di tanto, del resto, anche nel nostro Paese episodi simili fanno parte della quotidianità, meno eclatanti forse, ma non meno brutali se la cronaca quotidiana spesso ci riferisce di abusi sulle donne, baby squillo e una pedofilia diffusa nella chiesa che si è combattuta solo a parole.

Ben altro intendeva Cristo con le sue parole: “Lasciate che i bambini vengano a me” non era certo un adescamento, ma un invito a rendere partecipi i fanciulli di una spiritualità che spesso gli adulti comprendono solo per comodo. Le due domande che vengono spontanee nell'apprendere di questo episodio sembrano ormai retoriche: perché un uomo di cui si conoscevano già le tendenze malsane è stato lasciato a guidare il “gregge” di quella parrocchia? E perché, se già i fatti erano noti, la madre ha lasciato andare sola la bambina? Forse la risposta è più semplice di quanto non sembri: agiamo guidati solo dalle consuetudini, finché tutto scorre tranquillo non ci sogniamo neanche di cambiarle, in fondo, anche se quell'uomo, come sapevano tutti, era un orco, era pur sempre un prete e tanto bastava... fino a che non ha azzannato la preda. P.S. L'autore di queste righe rivendica il suo più completo ateismo

domenica 4 maggio 2014

Fiorentina-Napoli: camorra batte Stato 3 a 1. Genny “a' carogna” dà lezione di politica.

E' Genny “a' carogna” il protagonista della partita Fiorentina-Napoli, dopo 45 minuti di trattative con le forze dell'ordine è lui a dare l'ordine di giocare il match

Genny "a carogna"
Il vero protagonista della partita Fiorentina-Napoli che si è giocata ieri a Roma è Gennaro De Tommaso detto “a' carogna”, dopo una lunga trattativa con le forze dell'ordine è lui che di fatto ha dato il via al calcio d'inizio: camorra batte Stato 3 a 1. Già, Gennaro De Tommaso, Genny “a' carogna” è figlio di Ciro De Tommaso, ritenuto un affiliato al clan camorristico del Rione Sanità di Misso, ma se anche così non fosse, ieri il capo degli ultrà del Napoli ha dato la dimostrazione, non solo agli italiani, di come lo Stato si sia fatto tenere sotto scacco da un gruppo di tifosi.

Ma vediamo i fatti: prima dell'attesa partita di Coppa Italia ci sono stati degli scontri tra le tifoserie del Napoli e della Roma: due sostenitori della squadra partenopea che si trovavano a bordo della propria auto sono stati accerchiati nella zona di Tor di Quinto da un gruppo di ultrà con l'accento romano nei pressi di un vivaio. Stando ai primi resoconti ancora da chiarire forse il titolare dell'esercizio commerciale avrebbe estratto una pistola e sparato ferendo i due tifosi (uno colpito ad una mano mentre l'altro è grave con un proiettile conficcato nella spina dorsale). Da lì sono nati gli scontri tra le due tifoserie con cariche della polizia.

A quel punto la situazione si fa incandescente e, in Tribuna Monte Mario, il presidente del Coni, Giancarlo Abete; il presidente della Fedrcalcio, Maurizio Beretta; il presidente della Lega Calcio, Andrea Della Valle; il presidente della Fiorentina, Aurelio De Laurentis; il presidente del Napoli e persino Matteo Renzi, il presidente del Consiglio discutono sul da farsi in attesa delle decisioni del Prefetto e del Questore di Roma. E' a quel punto che inizia una lunga trattativa (45 minuti) tra gli ultrà del Napoli, capitanati da Genny “a'carogna” e le forze dell'ordine. Dalla curva nord dell'Olimpico riservata ai sostenitori del Napoli partono cori “Niente partita”, insieme a qualche fumogeno e qualche petardo ed è proprio Genny “a' carogna” a scendere in campo e a parlare con il capitano della squadra partenopea, Hamsik. Dopo aver ottenuto la decisione che entrambe le tifoserie, quella della Fiorentina e quella del Napoli, rispetteranno il silenzio per tutta la durata del match, Genny “a' carogna” ordina al prefetto: “Va bene, la partita si gioca, ma i tifosi delle rispettive squadre rimarranno in silenzio”.

Camorra batte Stato 3 a 1. Gennaro De Tommaso, oltre ai presunti legami con il clan del Rione Sanità, era già noto come il leader indiscusso del gruppo dei Mastiffs e successivamente della curva A del San Paolo, sulla maglietta che indossava durante la concitata trattativa spiccavano in evidenza le scritte: “Libertà per gli ultras” sul retro e “Speziale libero” sul davanti. Quest'ultima si riferisce ad Antonio Speziale, ultrà del Catania, condannato ad 8 anni per l'omicidio dell'ispettore di polizia Filippo Raciti avvenuto il 2 febbraio del 2007 durante gli scontri scoppiati in occasione del derby Palermo-Catania. Le immagini della trattativa tra Genny “a' carogna” e le forze dell'ordine hanno fatto il giro del mondo (la partita era ripresa in mondovisione) e l'immagine della politica italiana pure, un'immagine dell'Italia che si fa tenere sotto scacco da un camorrista

sabato 3 maggio 2014

Obama e la pena di morte, una coscienza intorpidita dall'opportunismo politico

L'atroce agonia di Clayton Lockett ha riportato l'attenzione sulla pena di morte, ma la “preoccupazione” di Obama non è convincente

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La lunga e atroce agonia di Clayton Lockett, condannato a morte e giustiziato il 29 aprile nel carcere dell'Oklahoma, ha riaperto il discorso sulla pena capitale, alcuni hanno persino parlato di tortura e, naturalmente, Barack Obama non poteva tacere sull'argomento che ha fatto il giro del mondo. “Quel che è successo in Oklahoma è profondamente preoccupante”. Così si è espresso il primo presidente di colore degli Stati Uniti durante una conferenza stampa alla Casa Bianca in compagnia della cancelliera tedesca Angela Merkel, ma ha anche aggiunto: “L'individuo che è stato sottoposto alla pena capitale aveva commesso crimini atroci, terribili ( Clayton Lockett, 38 anni, era stato condannato a morte nel 2000 per avere rapita, stuprata, picchiata e sepolta viva una giovane donna) e ho già detto in passato -continua Obama- che ci sono determinate circostanze in cui un crimine è così terribile che la pena di morte può essere appropriata”.

Continuando il suo intervento, Obama ha anche sottolineato però: “Ma ho anche detto che nell'applicazione della pena di morte in questo Paese, abbiamo visto problemi significativi e problemi razziali, con un'imparziale applicazione della pena capitale, situazioni in cui ci sono individui nel braccio della morte che poi vengono scoperti innocenti poiché ci sono prove che li discolpano. Tutto questo -ha concluso Obama- penso debba sollevare questioni significative sul come la pena di morte viene applicata”. Ecco un ottimo esempio di discorso politichese: la condanna per un episodio di atrocità sfuggito al controllo dei carnefici (la seconda esecuzione prevista per quella giornata è stata rimandata infatti) e la contemporanea dichiarazione che le cose devono rimanere così.

Ma delle due l'una. Se per sua stessa ammissione Obama afferma che l'aspetto razziale e quindi pregiudizievole, può fare la differenza tra la vita e la morte di un condannato e se la possibilità che un innocente venga giustiziato per via di un errore giudiziario allora la pena capitale diventa una specie di roulette russa priva di qualunque valenza negli equilibri di una società, solo una valvola di sfogo di massa dove riversare un sentimento di vendetta. Che senso ha mettere a morte un uomo dopo averlo tenuto recluso per 14 anni nel braccio della morte a spese dei cittadini? Forse ci sono casi in cui la riabilitazione di un individuo non è possibile, magari per gravi disturbi mentali che certo non lo giustificano, ma esistono infinite alternative per far sì che questo possa essere utile alla società senza gravare su di essa: coltivare campi incolti, accudire animali, ripulire zone inquinate. L'episodio di Clayton Lockett dimostra solo l'arbitrarietà della pena capitale, la sua inutilità e la sua crudeltà. Una civiltà democratica non può ammettere la “legge del taglione” nel suo ordinamento giuridico. Il discorso di Obama era solo un abile esempio di opportunismo politico per non scontentare nessuno

venerdì 2 maggio 2014

Salerno, accusati per danno erariale quattro persone tra cui due vescovi per la ristrutturazione della Colonia San Giuseppe

Due vescovi della curia di Salerno ed altre due persone hanno ricevuto l'invito a dedurre nell'inchiesta Colonia San Giuseppe.

Danno-erariale
Mentre Papa Francesco invita ad “una chiesa dei poveri per i poveri” assistiamo ad un altro caso di allegra gestione dei fondi regionali gestiti da due vescovi di Salerno insieme ad altre due persone. Vediamo i fatti: l'inchiesta parte dalla Procura Regionale della Corte dei Conti e riguarda il finanziamento regionale per la ristrutturazione della Colonia San Giuseppe di Salerno. Nel mirino dei magistrati l'arcivescovo Luigi Moretti, il suo predecessore, Gerardo Pierro e il presidente del consiglio di amministrazione e l'amministratore.

I quattro dovranno rispondere alla contestazione del danno patrimoniale arrecato alla Regione Campania per una cifra di 2.446.723,47 euro ottenuti per i lavori di ristrutturazione della Colonia San Giuseppe nell'ambito dei finanziamenti per strutture ricettive al servizio della collettività o comunque con destinazione pubblico-sociale nel Protocollo Aggiuntivo all'Accordo di Programma Quadro (A.P.Q.) “infrastrutture per sistemi urbani” così come stipulato tra il Ministero del Tesoro e la Regione Campania (anno 2001).

I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardi di Finanza, su delega della Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Campania però, hanno riscontrato che i lavori di ristrutturazione sono stati si compiuti, ma la Colonia San Giuseppe non rientra affatto negli ambiti del progetto e nel piano di finanziamento iniziale, ma la Colonia risulta essere una vera e propria struttura turistico alberghiera con finalità esclusivamente privata. La I Sezione Penale del Tribunale di Salerno quindi, è intervenuta con una sentenza di condanna (n° 1512/2012) nei confronti degli arcivescovi Luigi Moretti e Gerardo Pierro nonché del presidente e dell'amministratore della Colonia San Giuseppe i quali dovranno rispondere per i reati di cui agli artt. 110 e 640 bis del codice penale. Nel caso l'accusa fosse confermata i quattro sarebbero obbligati in solido a rispondere di di danno patrimoniale nei confronti della Regione Campania

L'OMS lancia un allarme: stiamo entrando nell'era post-antibiotica

Batteri sempre più resistenti agli antibiotici, l'Organizzazione Mondiale della Sanità lancia un allarme

Batteri_resistenti
Che l'uso incontrollato degli antibiotici potesse creare ceppi di batteri sopravvissuti più resistenti è noto da tempo, ma adesso l'Organizzazione Mondialedella Sanità lancia un vero e proprio allarme: “Senza misure urgenti e un'azione coordinata entrare in un'era post-antibiotica è una reale possibilità”. Il primo rapporto dell'OMS sulla resistenza batterica su scala mondiale è stato pubblicato a Ginevra. Il documento riporta i dati monitorati in 144 Paesi ed evidenzia l'accertata resistenza di 7 batteri responsabili di malattie gravi comuni come le diarree, le polmoniti, le infezioni ematologiche, le infezioni alle vie urinarie e la gonorrea ai normali trattamenti con gli antibiotici compresi quelli di ultima generazione.

A titolo di esempio, nel rapporto stilato dall'OMS, si evidenzia che in Paesi come l'Australia, il Canada, la Francia, la Svezia e l'Inghilterra il trattamento della gonorrea con le cefalosporine non è più efficace e che circa un milione di persone ogni giorno si ammalano di quella infezione. “Se non si prendono immediati provvedimenti – ha dichiarato Keiji Fukuda, direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità- da parte dei diversi soggetti e istituzioni coinvolti, il mondo potrebbe precipitare in un'era post-antibiotica. Le infezioni più comuni e persino le ferite non gravi che sono state trattate senza problemi per decenni ora possono uccidere di nuovo”.

Le ragioni di questa pericolosa reviviscenza dei batteri va ricercata, secondo l'OMS, nell'uso troppo frequente e nel cattivo dosaggio degli antibiotici. I virus che sopravvivono all'attacco dei farmaci risultano così più resistenti. In gioco ci sono anche le cattive abitudini dei pazienti che spesso ricorrono all'auto-somministrazione degli antibiotici senza un adeguato controllo medico o alla sospensione del trattamento stesso quando i sintomi dell'infezione sembrano essere scomparsi o addirittura a “riciclare” vecchie prescrizioni.

La prima raccomandazione dell'OMS è di intervenire nel senso di un cambiamento culturale riguardo l'uso dei farmaci, soprattutto da parte dei cittadini, e prestando maggiore attenzione nei confronti dell'igiene personale soprattutto in quei Paesi a rischio come quelli in via di sviluppo dove i batteri resistenti potrebbero rappresentare vere e proprie calamità sanitarie

giovedì 1 maggio 2014

Video Virali Veggenti, un nuovo strumento nelle mani del business attraverso i social network

Il controllo sulle informazioni determina le scelte future non solo nel campo del business, ma anche in quello sociale e politico

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Conoscere in anticipo le informazioni più ricercate all'interno dei social network, ecco cos'è il progetto Video Virali Veggenti, un sistema creato presso l'Università Carlo III di Madrid in collaborazione con le università americane di Yale e San Diego e pubblicato sulla rivista Plos One. In pratica si tratta di un sistema che permette di sapere in quale misura un argomento avrà grande rilevanza nelle ricerche online degli internauti con diverse settimane di anticipo. Per giungere a questo risultato sono stati considerati i traffici di dati inviati tramite Twitter utilizzando quello che viene definito il “paradosso dell'amicizia”.

Analizzando i dati di 40 milioni di utenti e 15 miliardi di follower si è notato che ogni iscritto al social network possedeva una media di 25 follower i quali, a loro volta, avevano una media di 422 follower. Ma cerchiamo di capire meglio su cosa si basa realmente questa possibilità di prevenire il successo che una informazione può avere nel tempo. I ricercatori hanno selezionato un gruppo di utenti di Twitter e preso un gruppo di loro follower considerati come “sensori” e così hanno scoperto che gli amici ricevevano più informazioni degli utenti scelti. Il concetto può sembrare complicato, ma in realtà è molto semplice: una volta che viene “suggerito” un argomento da parte dell'utente campione, la ricerca si espande a livello virale attraverso i suoi follower negli gli infiniti canali che il web mette a disposizione.

I risultati di questa ricerca hanno stupito persino gli stessi autori: “Siamo rimasti sorpresi - commenta James Fowler, coautore dello studio - Pensavamo che il metodo di avrebbe dato un anticipo di poche ore, invece ci ha permesso di prevedere le tendenze con un anticipo di giorni, e a volte di settimane o mesi». Ad esempio, sono riusciti a prevedere che l’hashtag #Obamacare sarebbe diventato uno dei più ricercati due mesi prima del picco su Twitter, e su Google tre mesi prima. Il sistema può essere usato anche in tempo reale, su argomenti diversi, linguaggi e aree geografiche distinte, coprendo così contesti diversi”

E' evidente che questa scoperta apre nuove prospettive nel campo del business: poter prevedere con settimane, se non addirittura con mesi di anticipo, quali saranno determinate tendenze future permetterà ai produttori di essere pronti  alla messa in vendita beni o servizi con largo anticipo sui tempi, ma la cosa più inquietante è che le stesse previsioni possono valere anche per prevedere i futuri orientamenti politici e sociali dando modo agli strateghi della informazione di approntare campagne mirate ai propri interessi. In realtà tutto questo mostra sempre più il nervo scoperto di Internet: se da una parte può essere l'agorà della democrazia dove ognuno può esprimere il proprio pensiero, dall'altra dimostra la sempre più incisiva capacità di influenzare le nostre scelte. Occhi aperti. 

mercoledì 30 aprile 2014

La pornografia online in aiuto dell'ambiente: Pornhub Gives America Wood, 1 albero piantato ogni 100 visualizzazioni

Pornhub Gives America Wood. E' l'inaspettata iniziativa lanciata da un noto portale pornografico che pianterà un albero ogni 100 visualizzazioni

Pornografia_online
Una notizia da trattare con le dovute cautele per non cadere nel volgare, ma mi sia permessa una battuta: le seghe non servono solo per abbattere gli alberi, ma anche per piantarne di nuovi. Torniamo seri ora. Pornhub, il noto portale americano di video a luci rosse, in occasione dell'Arbor Day 2014, ha dichiarato che per ogni 100 visualizzazioni dei filmati pornografici che mette a disposizione degli utenti, pianterà un albero. Quella di Pornhub in effetti, è un'iniziativa tanto bizzarra quanto lodevole e, diciamocelo pure, anche molto astuta dal punto di vista commerciale e di marketing: riesce a far passare le pornografia online sotto un profilo “ambientalista” e di sostegno alle tematiche ecologiste.

Secondo una prima stima, considerando il numero di utenti che seguono Porhub, l'iniziativa del portale pornografico permetterà di mettere a dimora 13.473 alberi il che significa che i video cliccati saranno ben oltre il milione e trecentomila. Naturalmente il portale non è riuscito ad evitare anche una certa ironia su questo progetto di riforestazione giocando sui doppi sensi, infatti lo slogan era: “Pornhub Gives America Wood” (naturalmente l'equivoco è concentrato proprio nella parola wood, infatti, tradotta, la fase suona così: Pornhub dà legno all'America). Comunque questa iniziativa durerà fino al 2 maggio dopodiché il portale deciderà a quale società dovrà affidare la riforestazione promessa, se la Arbor Day Foundation, la Trees for the Future e l'American Forest.

Ma vediamo altri dati interessanti che potrebbero spingere siti di contenuti pornografici a seguire l'esempio di Pornhub, la ricerca è dei primi del 2013:
  • il 12% di tutti i siti web è a carattere pornografico
  • 1l 25% delle query ai motori di ricerca sono su temi pornografici
  • il 35% dei download è per contenuti pornografici
  • ogni secondo, 28.258 persone nel mondo stanno guardando contenuti pornografici
  • ogni secondo mediamente 89 dollari vengono spesi per l'acquisto di materiale pornografico
  • ogni giorno, sul web, appaiono nuovi siti pornografi
  • SEX è la parola che ha il record assoluto nelle ricerche internet
  • il 72% degli utenti che si collegano a siti porno e di genere maschile contro il 28% di quellofemminile
  • il 70% del traffico verso siti porno è durante l'orario lavorativo, dalle 9:00 alle 17:00
  • 372 milioni le pagine a contenuto erotico
  • l'America ha il primato assoluto di siti a luci rosse, 89%, seguita da Germania, 4% e Regno Unito,3%

Guardando questi numeri è evidente l'enorme bacino di risorse che il settore della pornografia è in grado di raggiungere e, al di là delle opinioni personali di ciascuno, l'iniziativa di Pornhub pone in evidenza un aspetto interessante: la piantumazione dei 13mila e passa alberi darà lavoro a personale non necessariamente legato al mondo della pornografia, quindi, in realtà si potrebbe dire che svolge anche una funzione sociale, non solo di intrattenimento e che altre iniziative simili potrebbero seguire per altre occasioni importanti. Era forse con questo spirito ambientalista che Berlusconi ha dato vita ai festini di Arcore?

martedì 29 aprile 2014

Esperanto della politica italiana o latinorum da quattro soldi?

Mattarellum, porcellum, spending review il linguaggio della politica italiana tra l'esperanto e il latinorum.

Esperanto
Chissà se il Manzoni avrebbe potuto mai immaginare che il “latinorum” del Dottor Pettola, meglio noto come Azzeccagarbugli nei Promessi Sposi, avrebbe avuto così seguito nel gergo della politica italiana? Non è ben chiaro se coniare frasi evocative (evocative di cosa poi?) come “Smacchiare il leopardo”, latinismi dall'origine dubbia o meglio ancora usare a piene mani termini stranieri (inglesi per lo più) o acronimi dal significato oscuro sia solo un aspetto simpaticamente goliardico dei nostri governanti o piuttosto un modo per rendere la politica ancora più incomprensibile alle orecchie di molti? E poi si lamentano della sempre più crescente indifferenza alla politica e parlano di trasparenza.

Fatto sta che il gergo politico italiano è diventato una vera babele di linguaggi: dal “mattarellum” al “porcellum”, dal “tatarellum” all'”italicum”sembriamo tornati al mondo dei romani benché il latino non sia più da anni una materia obbligatoria nelle scuole, ma forse questo latinorum fa comodo ai media ( e si pronuncia esattamente media, non midia come fanno alcuni, perché è una parola latina) perché fa più “presa” sul pubblico, è più trend. Ed ecco che arriviamo all'inglese: perché in Italia abbiamo la spending revew e non la semplice revisione di spesa, che capirebbe anche la vecchietta che va al mercato per comprare quello che la pensione le permette. Beh, se proprio ha difficoltà ad arrivare a fine mese può sempre sperare di contare sulla nuova politica del welfare, è molto più autorevole come parola della semplice assistenza sociale, ma a patto che lo spread si mantenga in ambiti ragionevoli e che le agenzie di rating non ci penalizzino troppo.

Qui però non è più affare che riguardi il “popolino”, è compito della UE che attraverso le delibere della CE regola e delibera sul mercato azionario tra CCT, OPA OPS e OPV (naturalmente in questo link sono riportati isignificati di queste abbreviazioni). Ma in fondo, a parte l'ironia, se ancora è valida la regola romana del dìvide et ìmpera è ovvio che il latinorum ci “azzecca” eccome, perché meno la gente ci capisce qualcosa e più è facile governare. Ave.

La contorta dialettica di Berlusconi: “Napolitano aveva il dovere morale di darmi la grazia”

l'exploit di Berlusconi su La7 la dice lunga sul clima politico italiano: “Napolitano aveva il dovere morale di darmi la grazia”

Berlusconi
Napolitano aveva il dovere morale di darmi la grazia”. Con queste parole Berlusconi è intervenuto nel programma di La7, Piazza Pulita, parole che se fossero state pronunciate da un uomo qualunque avrebbero assunto il tono del grottesco, ma pronunciate dal grande affabulatore di Forza Italia assumono un significato tragicamente politico: implicitamente l'ex cavaliere afferma quindi che ricevere la grazia “motu proprio” dal presidente della Repubblica sia un suo diritto. Ma si sa, Berlusconi è abile nel rigirare le parole a suo vantaggio e con questa frase ad effetto tenta ancora una volta di passare da colpevole a vittima di una congiura della magistratura.

Ma quel'è la tesi che sottende a questa ardita frase: “Aveva il dovere morale di darmi la grazia”? Semplice, poiché è stato negli anni a capo di tre legislature consecutive e perché a collocarlo su quel prestigioso scranno sono stati i voti di milioni di italiani la sua autorevolezza di leader viene segnata da una condanna infamante. Probabilmente l'uscita televisiva di Berlusconi diventerà uno slogan per i suoi sostenitori facendo passare in secondo luogo il fatto che la condanna per evasione fiscale è passata attraverso i tre gradi di giudizio e che di fatto, secondo le leggi vigenti in Italia, l'ex cavaliere è di fatto un individuo che ha commesso un crimine anche se di carattere amministrativo.

In sostanza, seguendo il concetto di Berlusconi, il solo fatto di essere stato a capo di un governo per 20 anni, lo autorizzerebbe ad essere considerato super partes e non sanzionabile. Un po' come dire che Kim Jong-Un, il giovane dittatore nordcoreano, può essere giustificato per i suoi crimini dal solo fatto di essere a capo del governo, una tesi veramente contraddittoria che forse solo Richelieu avrebbe potuto partorire, ma dietro a quel “dovere morale” che avrebbe dovuto obbligare Napolitano a dare la grazia al padrone di Mediaset, si cerca di far passare inosservato il fatto che Berlusconi è ancora in attesa digiudizio per altri reati contestatigli per sfruttamento della prostituzione minorile (caso Ruby), diffamazione (laurea di Antonio Di Pietro) e corruzione in atti giudiziari (corruzione del senatore De Gregorio). “Ma Bruto è uomo d'onore"

lunedì 28 aprile 2014

Quanto costa un santo? Dopo la canonizzazione dei due Papi un po' di conti

Concluso l'evento della canonizzazione dei due Papi santi vediamo di capire quanto ci è costato in termini di soldi.

Canonizzazione
Forse la canonizzazione dei due Papi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, verrà ricordata come l'evento del secolo, quasi un milione di fedeli provenienti da tutto il mondo hanno invaso la Capitale per il grande evento ed ora che il nostro calendario si è arricchito di altri due santi proviamo a fare due conti sui costi di questa celebrazione. Le cifre esatte non è possibile elencarle con precisione, ma alcuni dati ci fanno capire l'enormità di denaro che ha girato intorno a questa attesa canonizzazione e sono dati davvero impressionanti. Il dato più attendibile è la cifra che ha sborsato il Vaticano: 500.000 euro, ma attenzione, la Chiesa in realtà non ha tirato fuori neanche una lira perché, come ha dichiarato l'amministratore delegato nonché vice-presidente dell'Opera Romana Pellegrini, monsignor Liberio Andreatta, a sborsare i denari sono stati gli sponsor, e che sponsor potremmo dire: Banca Intesa San Paolo, Eni, Banco Popolare, Unicredit, Generali Assicurazioni, Benetton, Società Atostrade e Società Aeroporti per citare le più importanti, mentre come “media partner” si è impegnata l'agenzia di stampa AGI.

E fin qui niente di clamoroso se non fosse che in realtà la somma più consistente per consentire la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II l'ha sostenuta l'Italia. Addirittura 11 milioni di euro secondo alcuni, ma come abbiamo detto una stima precisa è difficile da fornire data la frammentazione delle spese, ma se vediamo alcuni dati un'idea possiamo farcela da soli: per assicurare l'ordine pubblico tra gli oltre 800.000 pellegrini presenti a Roma lo Stato italiano ha dovuto disporre in campo 2.400 poliziotti, 2.000 Vigili Urbani, 1.000 netturbini oltre a 3.000 volontari di varie associazioni e centinaia di persone tra personale medico e paramedico. Tranne i volontari, tutte queste persone sono state pagate con denaro pubblico.

Inoltre, solo per i 1.000 bagni chimici disseminati nella Capitale, sempre lo Stato italiano, ha speso 1,8 milioni di euro, 710.000 euro sono stati spesi per potenziare i trasporti pubblici urbani, 430.000 euro per l'acquisto di 4 milioni di bottiglie di acqua e 146.000 euro per le 800 transenne metalliche che sono servite per incanalare il flusso dei fedeli.

Naturalmente l'enorme massa di visitatori che si sono riversati a San Pietro e nella Capitale hanno portato un rientro economico: ristoranti e alberghi pieni, souvenir e gadget di vario genere raffiguranti i due Papi hanno certamente fatto la felicità di qualcuno, ma a questo va aggiunto anche il guadagno nel sommerso che per lo Stato italiano non frutterà nessun incasso. Nei giorni che hanno preceduto l'evento la Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro 23 bed and breakfast perché considerati irregolari o abusivi in quanto privi di autorizzazione o in difetto alle norme sanitarie o fiscali e a sole poche ore prima dell'evento la stessa G.d.F. aveva sequestrato 700.000 souvenir falsi per un valore stimato di oltre 3,5 milioni di euro, 7 milioni dall'inizio dell'anno e, naturalmente, chissà quanti altri casi simili sono sfuggite ai controlli delle autorità.

A questo punto però viene da fare qualche considerazione:
1° in Italia si parla di crisi e disoccupazione e aumentano i casi di disperazione che conducono le persone a gesti estremi, senza togliere nulla all'importanza dell'evento per il mondo cattolico (è la prima volta di una canonizzazione contemporanea di due Papi) quanti posti di lavoro in più si sarebbero potuti realizzare?
2° non tutti i cittadini italiani praticano la fede cattolica, ma anche se sono una minoranza hanno contribuito anch'essi a questa spesa gigantesca
3° lo Stato del Vaticano, il più piccolo Stato al mondo, è la capitale di tutta la cristianità del pianeta perché allora queste spese solo a carico dell'Italia?

domenica 27 aprile 2014

Russia-USA, la guerra si combatte anche nel campo dell'alimentare: Mosca dice no agli OGM

E' ufficiale, la Russia vieta gli OGM. E' un altro segnale che Putin vuole lanciare agli USA?

OGM
Lo scorso febbraio la Duma di Stato ha presentato un progetto di legge per vietare la coltivazione di prodotti alimentari trattati geneticamente, gli ormai famosi OGM(Organismi Geneticamente Modificati). La proposta, fortemente caldeggiata da Putin, ha trovato anche il parere favorevole del Comitato dell'Agricoltura e a luglio la risoluzione entrerà in vigore in maniera definitiva. Ma Mosca non si limita solo ad impedire la produzione, recentemente il primo ministro Dmitri Medvedev ha dichiarato che “La Russia non importerà più prodotti OGM, la nazione ha spazio e risorse sufficienti per produrre cibo organico, se agli americani piace mangiare alimenti geneticamente modificati facciano pure, noi non ne abbiamo bisogno”.

Presa in sé la notizia della decisione russa di non produrre e di non importare OGM potrebbe solo essere la dimostrazione che anche questo Paese si aggiunge alla già lunga lista degli Stati anti-OGM, ma vista in un contesto più ampio, quello che riguarda l'attuale crisi ucraina, si potrebbe notare la non tanto celata strategia di Putin per ribadire il fatto che la Russia rifiuta, e contrasta, l'Ordine Mondialeimposto dagli Stati Uniti. La guerra Russia-USA quindi, si sposta sul piano dell'economia globale modificando quello che fino ad ora sembrava solidamente affermato: la Russia minaccia di sospendere le forniture di gas naturale agli Stati dell'Europa centrale e gli Stati Uniti, o meglio le multinazionali americane (Chevron e Shell per citarne due), stanno pensando a sdoganare il contestato metodo del fracking per la produzione dello stesso, ma al tempo stesso Mosca promuove una legge che vieta l'importazione e la produzione degli OGM anch'essi però legati all'egemonia americana (Dupont eMonsanto sempre per citare quelle più famose) mentre di soppiatto, quasi facendolo passare per un errore tecnico, l'Europa dàil via libera alla produzione di mais geneticamente modificato.

Un discorso complesso insomma, dove i contrasti legati all'Ucraina possono sembrare solo un pretesto per dare uno scrollone all'attuale ordine economico, anche in vista dei possibili sviluppi che si potrebbero attendere dalle prossime elezioni europee e il ruolo che essa potrebbe ricoprire in un futuro prossimo. Un'enorme partita a scacchi dove per ora aerei, truppe e carri armati svolgono solo la figura di pedoni, mentre pian piano si cominciano ed intravedere i pezzi più importanti

sabato 26 aprile 2014

L’informazione e la censura, i limiti della democrazia in internet

Internet è davvero un luogo di democrazia? E come agisce la censura sull'informazione

Informazione_e_censura
Nel corso dell’ultimo decennio la presenza di internet nel campo dell’informazione ha fatto passi da gigante. Attraverso tutti i tipi di terminali messi a nostra disposizione dalla tecnologia (computer, Tablet, Smartphone e internet point) siamo in grado di avere informazioni su quasi tutto in tempo reale. Si, quasi tutto perché anche nel nostro Paese questo potente strumento di comunicazione capillare è soggetto a censura come avviene in diversi altri Stati meno “democratici” dell’Italia (Cina, Vietnam, Turchia e Corea del Nord, per citarne alcuni) ma questa censura avviene in maniera “sotterranea” senza che gli utenti della rete ne siano a piena conoscenza. A molti sarà capitato di cercare un sito indicizzato da Google e trovarsi di fronte a una pagina bianca che avverte che non è più disponibile.

Al di là dei provvedimenti presi per oscurare siti lesivi per la legislazione vigente come quelli pedopornografici o con forte connotazione razziale volta all’incitamento della violenza, secondo le disposizioni della magistratura, si registra  un fenomeno che sfugge ad un controllo puntuale da parte delle autorità competenti: provider di fileshring e talvolta di e-commerce spariscono improvvisamente senza che l’utente sia a conoscenza dei motivi lasciandolo, talvolta, con l’atroce dubbio di aver commesso un illecito consultandoli prima della loro chiusura. Per chi ha più dimestichezza con la tecnologia informatica è ben noto che il problema può essere in parte aggirato con l’uso di programmi cosiddetti TOR (The Onion Routing), questi programmi permettono lo scambio di dati anonimi e la conseguente realizzazione di siti anonimi nascosti.

Questa tecnologia che deriva dagli studi sponsorizzati dalla US Navy Research Laboratory è stato realizzato dalla Electronic Frotier Foudation gestito ora da un associazione senza fini di lucro, The Tor Project. Ma torniamo all’argomento: in Italia i siti che sono scomparsi dalla rete sono oltre 5000 ed ogni giorno se ne aggiungono altri secondo criteri non ancora regolamentati dalla legislatura. Di conseguenza, anche se internet viene ancora considerato come il più potente strumento di democrazia trasversale, dobbiamo domandarci chi e perché può decidere cosa pubblicare e come. Per quanto riguarda l’informazione invece è opportuno ricordare che a tuttora la stampa telematica è ancora uniformata alla legge 47 dell’8 febbraio 1948 che definisce le disposizioni sulla stampa. Attualmente, vista la forte incidenza della rete nel campo dell’informazione, si stanno esaminando provvedimenti più specifici, compreso il reato di stampa clandestina se non vengono applicati certi parametri di identificazione del sito e dell’autore. Il web, insomma, dimostra di essere una creatura ancora in evoluzione. Potrebbe diventare, a seconda di come viene gestito, un efficientissimo strumento di democrazia come un limite alla libertà di opinione: la parola al buon senso e ai legislatori.

venerdì 25 aprile 2014

Sindrome da commento compulsivo, la malattia dei social network

Spesso si ha la tendenza a commentare un post solo perché colpiti dal titolo, ma senza leggerne il contenuto: un aspetto negativo dei social network

Commento_compulsivo
Mi occupo di comunicazione da diverso tempo, come freelance naturalmente e come autore di questo modestissimo blog e nel corso della mia esperienza ho avuto l'occasione di verificare le reazioni dei lettori attraverso i commenti fatti ai miei articoli, si perché scrivo anche articoli “seri” per testate importanti, almeno per la quantità di lettori, ma quello che mi ha colpito di più è stato constatare un fenomeno piuttosto comune: la sindrome da commento compulsivo, una vera e propria malattia associabile ai social network.

Pochi giorni fa seguivo una discussione all'interno di un gruppo redazionale di cui faccio parte e sono venuto a conoscenza di un fatto, beh diciamo così, quanto meno curioso: un autore si era inventato addirittura il testo di una canzone spacciandolo come inno di una nota squadra di calcio. Naturalmente non faccio nomi, ma la cosa mi ha incuriosito non poco ed ho voluto fare una verifica: ho scritto un articolo dal taglio giornalistico, dove affermavo una notizia clamorosamente falsa: il ritrovamento delle ossa di Dante bambino. Chiaramente alla fine dell'articolo ho aggiunto un post scriptum dove spiegavo che non c'era nessun fine “truffaldino”, ma che era solo una verifica, appunto, del fatto che il titolo può trarre in inganno, la conferma mi è venuta dai commenti ricevuti dai vari social network dove l'ho postato: alcuni mi hanno semplicemente accusato di diffondere notizie infondate (segno evidente che non avevano letto l'articolo fino in fondo) altri solo perplessità (anche in questo caso zero lettura) altri addirittura apprezzamento per la qualità della provocazione.

Ora da qui una semplice riflessione: spacciare una notizia falsa sul web è una cosa semplicissima, basta trovare un titolo ad effetto che catturi l'attenzione, argomentare adeguatamente la “bufala” in maniera che induca almeno al dubbio e la cosa è fatta e così è possibile che nascano le cosiddette leggende metropolitane: basta che un lettore distratto e frettoloso prima di recarsi al lavoro dia un'occhiata ai titoli di internet. Una volta al bar per prendere un caffè con gli amici:
Ma lo sapete che la Divina Commedia non l'ha scritta mica Dante?
Ma va chi te lo ha detto?
L'ho letto stamattina su internet”... e la cosa comincia a girare di bocca in bocca spesso perdendo l'origine della fonte. Pubblico questa semplice riflessione per evidenziare una cosa: quando si legge una notizia e soprattutto quando la si scrive, la verifica dell'attendibilità e il confronto con altri siti fa la differenza tra la verità e la menzogna che alle volte è messa in rete a regola d'arte per creare agitazione sociale

giovedì 24 aprile 2014

Ma cosa c'entra il fracking con la crisi ucraina? Domandatelo alle industrie americane

Mentre in Ucraina la tensione si fa sempre più incandescente le industrie americane si fregano le mani ed entra in gioco il fracking

fracking
Innanzitutto chiariamo cosa è il fracking o fratturazione idraulica. Con tale termine si indica il processo di frantumazione delle rocce per estrarre il petrolio e il gas naturale dalle rocce di scisto messo a punto agli inizi del novecento e utilizzato ampiamente dalle industrie americane per sopperire al fabbisognoenergetico interno e per l'esportazione. Il processo, tra l'altro piuttosto controverso per l'impatto che produce sull'ambiente, consiste nell'effettuare delle perforazioni nel terreno fino a raggiungere le rocce di scisto che contengono il gas naturale e successivamente pompare un getto d'acqua misto a sabbia ed altri composti chimici a forte pressione per frantumare le rocce e per provocare l'uscita il superficie del gas.

La crisi ucraina e la minacciadi Putin di sospendere, o quanto meno di ridurre, l'esportazione di gas per l'Europa ecco che diventa, per le industrie americane, un'eccellente fonte di business e per il governo Obama un'altra occasione per tenere in pugno i Paesi alleati. Ma il vantaggio è duplice: come abbiamo detto, l'estrazione di gas naturale attraverso il processo di frackin, produce sull'ambiente effetti fortemente impattanti: l'enorme quantità di acqua utilizzata, la possibilità che le sostanze chimiche utilizzate possano contaminare le falde acquifere circostanti (solo l'80% del liquido iniettato ritorna alla superficie, il restante 20% rimane nel sottosuolo) e la possibilità che ci sia una relazione tra il fracking e scosse sismiche come si verificò il 6 novembre del 2011 quando un terremoto di magnitudo 5.7 colpì lo stato dell'Oklahoma ed ecco che l'urgenza di “aiutare i Paesi amici”, così come l'emergenza determinata dalla sospensione dell'esportazione russa sdoganerebbe definitivamente questo tipo di estrazione nel nome del male minore.

Naturalmente colossi come Chevron e Shell ne trarrebbero notevoli profitti e l'America aumenterebbe il proprio potere sui Paesi satellite. In un altro articolo si era accennato al ruolo della CIA nella crisi che vede coinvolte Russia e Ucraina e sicuramente le ragioni finora esposte rappresentano degli ottimi motivi, altro che democrazia e ordine mondiale

mercoledì 23 aprile 2014

Clamorosa scoperta: sono state ritrovate le ossa di Dante bambino

Prato (Firenze), durante gli scavi per la costruzione di un nuovo centro commerciale sono state ritrovate le ossa di Dante bambino

Dante_bambino
La notizia ha scosso il mondo della cultura: durante dei normalissimi scavi per la nuova costruzione di un centro commerciale a Prato gli operai hanno ritrovato una tomba contenete resti umani. I lavori sono stati immediatamente sospesi e sono state avvertite le forze dell'ordine che, intervenute immediatamente sul luogo del ritrovamento, hanno posto i sigilli al cantiere in attesa dei tecnici incaricati alla rimozione del cadavere. Così la bara, come prevede la pratica nel caso di ritrovamenti fortuiti di cadaveri non ancora identificati, è stata trasferita presso i laboratori del Ris di Parma.

Secondo i primi risultati fatti con gli esami del radiocarbonio gli esperti hanno collocato l'età dei resti umani intorno al 1280 e confrontando il dna con il data base in loro possesso sono arrivati a una scoperta sconcertante: quelle ossa ritrovate in maniera casuale erano appartenute a Dante Alighieri in persona, solo che al momento della morte il sommo poeta aveva appena l'età di 15 anni. Ma come hanno fatto i tecnici del Ros ad affermare una cosa così sconcertante? Semplice: nei data base a loro disposizione vi erano dei campioni di dna di parenti di Dante tutt'ora in vita.

La sconcertante scoperta risale ad alcuni mesi fa, ma è stata diffusa solo ora per dare modo agli esperti di fugare ogni ragionevole dubbio circa la paternità di quelle ossa, ma la domanda che ora tormenta gli studiosi è: chi ha scritto la Divina Commedia? Le ipotesi si sprecano, prima fra tutti quella di un fratello gemello di Dante, ma non esistono testimonianze della sua presenza. Quello che si sa è che la madre, Bella degli Abati, dopo che il marito, Alighiero di Bellincione, fu esiliato da Firenze insieme ad altri guelfi dopo la sconfitta nella battaglia di Montaperti, si risposò con Lapa di Chiarissimo Cialuffi da cui ebbe altri due figli: Tana e Francesco, che sia quest'ultimo il vero padre della lingua italiana? E se si perché fu attribuita a Dante la paternità della Divina Commedia?
Intanto, storici, biografi e linguisti sono al lavoro per risolvere questo misterioso enigma.

P.S. Innanzitutto mi scuso con i lettori per questa clamorosa bufala: niente di quanto è scritto corrisponde a verità, ovviamente direi, ma questo post è solo un esperimento per vedere quanto una notizia falsa possa passare per vera. Scrivo articoli per alcune testate e in una in particolare è sorto il problema della verità “giornalistica” e sarei grato, a chiunque abbia avuto la pazienza di leggere questa burla innocente, se volesse mettere un commento, un osservazione o una critica. Grazie
francesco

martedì 22 aprile 2014

Il nuovo Vietnam degli Stati Uniti sarà l'Ucraina?

Gli Stati Uniti stanno affondando nel pantano ucraino ed è una guerra contro il tempo.

Vietnam
Le autorità di Kiev hanno dato l'ordine all'esercito di reprimere i movimenti di protesta delle popolazioni del sud-est dell'Ucraina. Il pretesto? Presto detto: quando a marzo, con un colpo di mano, è salita al potere la nuova classe politica, la legge sulle lingue che garantiva nell'Ucraina del sud est come status ufficiale la lingua russa è stata abolita, da qui le proteste della popolazione che si è vista deprivata di una identità propria. A questo punto fare passare operai, massaie, dentisti e avvocati per terroristi e separatisti è stato un gioco facile, un ottimo pretesto per una repressione e tutto questo, guarda caso, dopo la visita a Kiev del capo della CIAJohn Brennan.

Così, sotto gli occhi complici di Stati Uniti e Unione Europea, il governo ucraino ha mandato in quelle zone carri armati, forze speciali, gruppi di ultra-nazionalisti armati e persino mercenari da altri paesi a sparare sulla popolazione civile, cosa che il deposto Viktor Yanukovich non aveva mai fatto, per reprimere la protesta popolare. Dietro questa manovra appare evidente il ruolo di Washington e della CIA: in perfetta linea con la politica dell'ordine americano.

Ora però gli Stati Uniti si trovano in una corsa contro il tempo: Mosca ha dichiarato che non esiterà ad intervenire con le armi in difesa dei cittadini russi, anche al di fuori dei propri confini e la repressione nei confronti di questi è già in atto, solo questione di tempo dunque e Washington sta correndo il rischio di ritrovarsi impantanato in Ucraina come nella guerra in Vietnam, solo che in questo caso si tratterebbe di un eventuale confronto diretto tra le due super potenze con esiti del tutto imprevedibili e, soprattutto, con un dissenso interno che comincia già a manifestarsi nei blog statunitensi: “Dove sono questi terroristi e queste forze speciali russe -domandano- si sono forse travestiti da nonnine?”

L'amministrazione Obama sta tentando di correre ai ripari: nel corso di una conferenza stampa a Washington, il capo dei servizi stampa del Dipartimento di Stato, Jennifer Psaki, ha dichiarato che le autorità di Kiev cercano solo di assicurare “pace e tranquillità”, ma alla domanda sul perché gli Stati Uniti abbiano condannato l'uso della forza contro i manifestanti di Maidan ha semplicemente affermato che “Era una situazione completamente diversa” come se pallottole e manganelli fossero in grado di distinguere tra buoni e cattivi. Se la Russia dovesse occupare in sud est dell'Ucraina per difendere i cittadini russofoni allora si che l'America si troverebbe una bella gatta da pelare.

lunedì 21 aprile 2014

Il monopolio americano sui social network e i mezzi d'informazione, una guerra senza spari

La guerra non si combatte solo sui campi di battaglia, ma anche con l'informazione e i social network, il monopolio americano.

Monopolio_americano
Nel 1960 prende avvio il progetto ARPA del Ministero della Difesa degli Stati Uniti e 9 anni dopo nasce ARPANET. L'idea era di ampliare e sviluppare la ricerca militare mettendo in rete dei computer che potessero comunicare tra di loro, questo anche per rispondere al sorpasso tecnologico dell'allora Unione Sovietica che nel 1957 lanciò in orbita il primo satellite Sputnik conquistando i cieli americani. In seguito il programma spaziale degli Stati Uniti passò in mano alla NASA e l'ARPA assunse esclusivamente il controllo delle ricerche scientifiche in ambito militare. Da qui, in seguito, nacque Internet così come noi lo conosciamo.

Da quel momento in poi l'America ha iniziato a gestire il settore dell'informazione mondiale in forma di quasi totale monopolio e l'avvento dei vari social network sorti negli ultimi decenni non hanno fatto che confermare questa egemonia. Alcuni dati:

Google
E' il più importante ed autorevole motore di ricerca a livello planetario, sede principale a Mountain View (Silicon Valley, California) con 540 milioni di utenti attivi al mese e sedi sparse in tutto il mondo, compresi i Paesi del blocco sovietico. Dopo lo scandalo svelato da Edward Snowden, l'ex analista della CIA che ha svelato molti segreti dell'NSA (Agenzia di Sicurezza Nazionale americana), ha varato delle piattaforme galleggianti che ospitano i propri server per collocarli in acque internazionali (sarà un caso?). Inoltre, oltre ad avere una mappatura che copre l'intero pianeta, Google Maps, ha messo in volo dei droni per estendere la propria copertura nelle zone non raggiunte dai satelliti. Il 99% delle informazioni che circolano nel mondo sono gestite e filtrate da Google

Facebook
Messo online nel 2004 conta attualmente oltre 1,19 miliardi di utenti attivi che si scambiano informazioni da tutte le parti del globo. Sede principale Menlo Park, una piccola cittadina di San Mateo nell'area metropolitana di San Francisco, California. E' considerato il più diffuso e popolare social network del mondo. Attraverso Facebook gli utenti non si scambiano solo messaggini o fotografie personali, ma è anche un potente strumento di comunicazione tra professionisti, dalle reazioni dei giornali ai ricercatori nei vari settori scientifici

Twitter
Sede principale San Francisco, California. Fondata nel marzo del 2006 vede online oltre 540 milioni di utenti ogni mese (dati aggiornati al 2011, il che fa supporre che nel frattempo siano notevolmente aumentati). E' la principale concorrente di Facebook e in Italia viene sempre più spesso utilizzato dai politici per diffondere in tempo reale le decisioni che hanno preso durante la notte tant'è che spesso apprendiamo i fatti da Twitter prima ancora che se ne occupi la stampa tradizionale.

Tralasciando gli altri social network come Linkedin (Mountain View, California) e Pinterest (San Francisco, California) è evidente come tutte le sedi principali dei più diffusi social network siano completamente in mano americana e di conseguenza è altrettanto evidente come l'informazione e la comunicazione siano soggette ad un vero e proprio monopolio. In realtà quasi tutti gli eserciti ospitano delle task force informatiche destinate alla manipolazione dei dati, ai depistaggi o a veri e propri attacchi informatici, ma è anche vero che in periodi particolarmente critici molti Stati non ci hanno pensato su due volte prima di oscurare siti come Facebook o Twitter, è il caso della Cina e della Turchia per citarne alcuni, questo ci fa pensare che il potere dell'informazione è altrettanto importante quanto quello delle armi e che noi stessi, ignari utenti siamo all'interno di questo gigantesco ingranaggio

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