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lunedì 15 dicembre 2014

Letterina di Natale del Bambino Povero che diventò bandito

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La triste storia del Bambino Povero che dopo due fregature non credette più al Natale

In una fredda serata della vigilia di Natale il Bambino Povero prende carta e penna e scrive speranzoso la sua letterina:
-Cara Madonnina, per quest’anno ti chiedo veramente poco: vorrei un maglioncino nuovo perché il mio oramai è tutto consumato e sento freddo ed un paio di scarpe che non abbiano i buchi nelle suole perché quando d’inverno piove mi entra l’acqua dentro e mi si aggrinzano i piedini. Un abbraccio forte forte
firmato il Bambino Povero-
Il bimbo piega con cura la sua letterina e la ripone accanto al piccolo presepio nella stanza.
Il giorno dopo, pieno di speranze va al presepio sperando di trovare i suoi umili doni, ma lo accoglie una grossa delusione: la Madonnina si è scordata di lui. ...continua a leggere

domenica 30 novembre 2014

Una passeggiata sui tetti

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Foto di Valentina by Flickr

Alle volte ci farebbe bene lasciare la razionalità sul divano del salotto e seguire il nostro gatto  per  una passeggiata sui tetti, al chiaro di Luna, per gustarci la vita con il solo istinto.

Questa pagina vuole solamente essere una digressione a tutto, un off topic necessario per fuggire alla banalità scontata, un divertissement necessario per fuggire alla trappola dell’intelligenza a tutti i costi.

mercoledì 23 aprile 2014

Clamorosa scoperta: sono state ritrovate le ossa di Dante bambino

Prato (Firenze), durante gli scavi per la costruzione di un nuovo centro commerciale sono state ritrovate le ossa di Dante bambino

Dante_bambino
La notizia ha scosso il mondo della cultura: durante dei normalissimi scavi per la nuova costruzione di un centro commerciale a Prato gli operai hanno ritrovato una tomba contenete resti umani. I lavori sono stati immediatamente sospesi e sono state avvertite le forze dell'ordine che, intervenute immediatamente sul luogo del ritrovamento, hanno posto i sigilli al cantiere in attesa dei tecnici incaricati alla rimozione del cadavere. Così la bara, come prevede la pratica nel caso di ritrovamenti fortuiti di cadaveri non ancora identificati, è stata trasferita presso i laboratori del Ris di Parma.

Secondo i primi risultati fatti con gli esami del radiocarbonio gli esperti hanno collocato l'età dei resti umani intorno al 1280 e confrontando il dna con il data base in loro possesso sono arrivati a una scoperta sconcertante: quelle ossa ritrovate in maniera casuale erano appartenute a Dante Alighieri in persona, solo che al momento della morte il sommo poeta aveva appena l'età di 15 anni. Ma come hanno fatto i tecnici del Ros ad affermare una cosa così sconcertante? Semplice: nei data base a loro disposizione vi erano dei campioni di dna di parenti di Dante tutt'ora in vita.

La sconcertante scoperta risale ad alcuni mesi fa, ma è stata diffusa solo ora per dare modo agli esperti di fugare ogni ragionevole dubbio circa la paternità di quelle ossa, ma la domanda che ora tormenta gli studiosi è: chi ha scritto la Divina Commedia? Le ipotesi si sprecano, prima fra tutti quella di un fratello gemello di Dante, ma non esistono testimonianze della sua presenza. Quello che si sa è che la madre, Bella degli Abati, dopo che il marito, Alighiero di Bellincione, fu esiliato da Firenze insieme ad altri guelfi dopo la sconfitta nella battaglia di Montaperti, si risposò con Lapa di Chiarissimo Cialuffi da cui ebbe altri due figli: Tana e Francesco, che sia quest'ultimo il vero padre della lingua italiana? E se si perché fu attribuita a Dante la paternità della Divina Commedia?
Intanto, storici, biografi e linguisti sono al lavoro per risolvere questo misterioso enigma.

P.S. Innanzitutto mi scuso con i lettori per questa clamorosa bufala: niente di quanto è scritto corrisponde a verità, ovviamente direi, ma questo post è solo un esperimento per vedere quanto una notizia falsa possa passare per vera. Scrivo articoli per alcune testate e in una in particolare è sorto il problema della verità “giornalistica” e sarei grato, a chiunque abbia avuto la pazienza di leggere questa burla innocente, se volesse mettere un commento, un osservazione o una critica. Grazie
francesco

domenica 20 aprile 2014

Il mercimonio della religione, già pronti per la vendita i gadget per la canonizzazione del 27 aprile

Giovanni Paolo II vs Giovanni XXIII, Roma è già invasa dai gadget per la canonizzazione del 27 aprile

Mercimonio_della_religione
E' come per la vigilia di un derby importante: il prossimo 27 aprile ci sarà il processo di canonizzazione che vede la sfida per l'attribuzione del titolo di santo tra due papi della storia recente, Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII e già le bancarelle e le botteghe nei pressi di San Pietro sono pronte al grande attacco della tifoseria religiosa che giungerà da tutto il mondo per poter dire: “Quel giorno c'ero anch'io”. E come per ogni derby che si rispetti, il business che accompagna l'evento è veramente ghiotto. Magliette, sciarpe, tazzine, bottigliette per l'acqua santa e quant'altro può essere venduto con l'effige di uno dei due papi sono pronte alla vendita anzi, la vendita è iniziata nel momento stesso in cui sono state esposte.

Commercianti e produttori già si fregano le mani al pensiero dei lauti incassi che la torma di pellegrini festanti farà affluire nelle loro tasche, davvero un'occasione da non lasciarsi sfuggire. Secondo i pronostici dei bottegai il più accreditato ad andare dritto dritto in paradiso è Giovanni Paolo II, lo deducono dalle vendite di gadget che vedono il suo avversario, Giovanni XXIII, in netto distacco, ma qua parliamo di miracoli ed avere sul banchetto l'effigie di entrambi i papi è sicuramente una buona strategia commerciale e poi non è detto che, una volta esaurite del scorte di prodotti dedicati al primo contendente, pur di portarsi a casa un ricordo dell'evento, la gente non si precipiti sulle effigi dello sconfitto.

Ma la fantasia dei venditori non si limita a stole, magliette e rosari inscatolati con l'immagine di uno dei due papi, ci sono anche statue di varie dimensioni in atteggiamento benedicente, persino a grandezza naturale (chissà che figurone avere la statua di un papa che ti benedice dal salotto!), nell'era di internet non potevano mancare i siti dedicati all'evento che propongono borse, grembiuli, berretti e persino completini per neonato oltre ad una bambola morbida con le sembianze di Giovanni Paolo II e per i più piccini ci sono dei teneri orsacchiotti con i paramenti con la data della canonizzazione ricamata sulla zampa e non mancano nemmeno le App gratuite da scaricare sul telefonino che ripetono 22 frasi campionate da papa Wojtyla o quella che pubblica notizie e informazioni logistiche per chi si recherà a Roma. Non c'è da meravigliarsi se intorno all'evento non ci sia pure un giro di scommesse clandestine.

sabato 19 aprile 2014

Il razzismo viaggia sul web (anche). Ecco i risultati di un'inchiesta shock di Southern poverty law center sul sito stormfront.com

Almeno un centinaio di omicidi a sfondo razziale si possono ricollegare al sito Stormfront.org

Stormfront
Il razzismo viaggia sul web e questo non desta certo meraviglia visto che su internet si può trovare di tutto, ma uno studio condotto dal Southern poverty lawcenter, un'organizzazione americana che si batte contro i gruppi razzisti che diffondono idee di odio razziale e religioso, ha portato alla luce una realtà a dir poco agghiacciante: monitorando il sito stormfront.com, conosciuto in tutto il mondo dai fanatici per “la lotta per la sopravvivenza della minoranza bianca”, è riuscito a collegare lo stesso sito a decine di omicidi a sfondo razziale o religioso avvenuti negli ultimi anni.

Stormfront.com, ospita al suo interno dei forum dove si incontrano virtualmente soggetti filo-nazisti da tutto il pianeta all'interno dei quali possono scambiarsi idee e opinioni in maniera virale e globale che, come documentato da Southern poverty law center, hanno portato ad almeno un centinaio di omicidi ispirati dall'odio razziale e religioso. Dal 2008, anno in cui fu eletto per la prima volta Barak Obama, primo presidente di colore degli Stati Uniti, il sito ha avuto un boom di nuovi utenti.

Il lavoro condotto dal Southern poverty law center nel monitorare le conversazioni all'interno di stormfront.com, ha dunque portato a dei risultati shoccanti: tra i frequentatori del sito che vanta oltre 1800 visite giornaliere di cui la metà al di fuori dei confini degli Stati Uniti vi erano Andreas Behering Breivik, protagonista del massacro di 77 persone nel 2011 in Norvegia. Brivik fece prima saltare in aria un edificio pubblico e poi, nell'isola di Utoya, uccise a sangue freddo 69 ragazzi radunati per un convegno socialdemocratico. Altro assiduo frequentatore di stormfront.com era Wade Michael Page autore della strage del 2012 nel Wisconsin dove persero la vita sei persone all'interno di un tempio sikh oppure Frazier Glenn Cross che appena la settimana scorsa ha ucciso tre membri della comunità ebraica di Kansas City.

Al di là della pura e semplice cronaca di avvenimenti terribili come le stragi appena citate, il rapporto del Southern poverty law center, evidenzia ancora una volta, come se non bastasse, l'influenza negativa e incontrollabile che internet può avere su soggetti con forti problematiche sociali: potersi incontrare all'interno di siti come stormfront.com, come spiega l'autrice dello studio, Heidi Beirich, “alimenta il terreno già fertile per quei soggetti che provano già odio e rabbia per la propria situazione. E'lì che questa gente trova le ragioni per spiegare come mai le loro vite non stanno andando come avrebbero sperato. Stormfront aiuta loro a individuare un nemico, un responsabile che ai loro occhi infrange i loro sogni di felicità, che si tratti di ebrei, afroamericani, immigrati e così via. Purtroppo -continual al Beirich- non sorprende che persone che vivono in questo contesto intriso di razzismo violento, alla fine prendano una pistola e agisscano secondo le loro convinzioni”. Forse anche noi, in Italia, dovremmo domandarci se alcune fazioni secessioniste e intolleranti verso l'immigrazione, non possano giungere a gesti estremi come quelli che abbiamo visto, per ora si è trattato di un carro armato di cartone, ma un domani?

giovedì 17 aprile 2014

Quello che in molti ignorano sul gioco del calcio: pallone, anarchia e lotte sociali

Il gioco del calcio è il nostro sport nazionale, ma non molti conoscono i rapporti che ha avuto con l'anarchia e le lotte sociali

Calcio_e_anarchia
Intorno al mondo del calcio ruotano interessi economici enormi e questo si sa, tanto da renderlo una delle vetrine-spettacolo del capitalismo moderno, ma quello che non molti sanno a proposito del pallone è come il gioco più amato dagli italiani e non solo, abbia dei legami con la galassia anarchica e delle lotte sociali. Questo rapporto tra gioco del calcio, anarchia e lotte sociali si è evidenziato talvolta nei nomi dei club, nella scelta dei colori sociali e nei simboli assunti da varie squadre soprattutto in Nord e Sud America ma anche in Europa. Vediamo alcuni dei casi più lampanti:

Argentina
Gli immigrati europei che sbarcarono in Argentina non solo portarono con sé la passione per il gioco del calcio, ma anche gli ideali anarchici e socialisti che si diffusero rapidamente sul territorio spesso intrecciandosi tra di loro.
Nel 1904 fu fondato il club Màrtires de Chicago che poi prese il nome di Argentinos Juniors (in cui ha giocato anche Diego Armando Maradona) in omaggio agli anarchici condannati a morte a Chicago nel 1886 e il Chacarita Juniors vide la luce in una biblioteca gestita da anarchici a Buenos Aires con i colori bianco, rosso e nero che contraddistinguono il movimento libertario. Tra le due tifoserie esiste ancora un solido rapporto di amicizia basato sulla condivisione degli ideali anarchici.
Altro caso in Argentina legato alle lotte sociali è l'Idependiente. I fondatori del club scelsero questo nome in quanto erano in contrasto con i propri datori di lavoro dichiarandosi Independientes de Patronal e nel 1908 seguì il Club Atlético Libertàrios Unidos il cui nome testimonia la matrice anarchica unitamente ai colori rosso e nero assunti come colori sociali.

Messico
L'Atlas Guadalajara ha come simbolo uno scudo rosso e nero con una A bianca nel mezzo a testimoniare come anche in questo caso sia molto stretto il legame che unisce l'anarchia con il gioco del calcio e giova ricordare come nel 2005 il noto Subcomandante Marcos dell'EZNL, il famoso gruppo in conflitto col governo centrale messicano nella regione del Chiapas, aveva scritto al presidente dell'Inter, Massimo Moratti, una simpatica lettera tra il serio e il faceto dove invitava l'Internazionale italiana ad una sfida calcistica con una rappresentanza di giocatori neo-zapatisti. Nella lettera Marcos scrive: “Il calcio, ogni tanto, dovrebbe smettere di essere un affare e tornare ad essere uno sport divertente. Un gioco, come avete detto voi, basato su veri sentimenti”

Stati Uniti
Il nome di questo club, nato a Washington nel 2000, non lascia spazio a dubbi: Anarchist Soccer League. Si tratta di una lega calcistica amatoriale composta da squadre che hanno come riferimento il movimento anarchico, i punk e l'area rivoluzionaria in generale. Il suo scopo è quello di sottrarre il gioco del calcio alle influenze capitalistiche. Una delle squadre associate a questa lega è il Kronstadt FC il cui nome ricorda i marinai russi che nel 1921 si ribellarono al governo bolscevico russo. Nel 20 settembre 2003 a Detroit, si svolse un torneo chiamato “Imperialism is Off-Sides! Anarchy Rules” (lImperialismo è fuori gioco! Anarchia Regna!).

Croazia
l'Hayduk Spalato, una squadra molto seguita nel Paese balcanico, come primo nome aveva Anarkho. Anche qui poco spazio alle interpretazioni

Spagna
Nel Paese iberico la competizione politica tra destra e sinistra si incarna nel Real Madrid, legata al potere economico della capitale (non a caso molti dei suoi sostenitori si auto definiscono franchisti e fascisti) e il Barcellona e l'Atletico Bilbao. Soprattutto l'Atletico che riuscì a mantenere il suo carattere anti franchista durante il regime. In Spagna possiamo menzionare un'altra squadra con forti legami all'ideologia anarchica, il Rayo Vallecano, un piccolo club del quartiere operaio di Vallecas i cui sostenitori sono in prevalenza anarchici o anti fascisti

Germania
il Futball-Club St. Pauli von 1910, che porta il nome di un quartiere di Amburgo, può vantare il primo presidente di una società calcistica tedesca, Corny Littman, a dichiararsi apertamente omosessuale. Il St. Pauli è stata anche la prima società a vietare l'ingresso nel proprio stadio ai tifosi di estrema destra, questo accadeva tra il 1980 e il 1990

Italia
In Italia non ci sono evidenze particolari se si esclude il Livorno nella cui tifoseria spiccano molti aderenti alla sinistra: anarchici, comunisti e anti fascisti. Merita di essere ricordato lo striscione che i tifosi esibirono in un'amichevole con la Turchia a favore della prigioniera comunista Guler Zen
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