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sabato 2 maggio 2015
Expo Milano 2015: gli sponsor, i costi e tanta retorica ...troppa
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economia
lunedì 10 novembre 2014
Carta di Credito, pagamento elettronico e controllo sociale, una minaccia silenziosa
Il limite tra controllo sociale e contrasto all'evasione fiscale passa attraverso la Carta di Credito, ma no c'è da stare molto allegri
Il 24 gennaio 2014 è stato approvato il Decreto (Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio 2014) che definisce le applicazioni dei pagamenti mediante Carte di Credito e pagamenti elettronici.Per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale è stato detto e fino al 30 giugno del 2014 l’obbligo prevedeva l’applicazione limitata a:
1. tutti i pagamenti di importo superiore a 30 euro
2. alle attività commerciali o professionali che abbiano un fatturato, relativamente all’anno precedente, superiore a 200mila euro
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economia
martedì 16 settembre 2014
Le confortanti incertezze di Marchionne: “L'Italia ce la farà, ma non so quando”
In attesa della visita di Matteo Renzi agli stabilimenti Fiat-Chrysler Marchionne ci conforta con le sue incertezze: “L’Italia ce la farà, ma non so quando”
Ci volevano proprio le parole di Sergio Marchionne a risollevarci il morale dopo che l’OCSE ha dichiarato che siamo l’ultima ruota del carro europeo: “L’Italia ce la farà, ma non so quando”. Davvero incoraggiante, il vaticinio di speranza senza un termine di riferimento ci giunge dagli Stati Uniti dall’amministratore delegato dellaFiat-Chrysler dopo che ha appena ritirato il premio come manager dell’anno, il prestigioso Dwight D. Eisenhower Global Leadership conferitogli dalla BCIU
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economia
giovedì 28 agosto 2014
La guerra dei sospetti: JPMorgan violata dagli hacker, gli USA indicano la Russia -
La JPMorgan, il colosso americano della finanza, ha subito un attacco informatico, gli USA sospettano della Russia come risposta al blocco economico
Dati, smentite, dichiarazioni pubbliche, ritrattazioni. Si fa fatica a capire cosa accada realmente, eppure ci dobbiamo fidare: dagli StatiUniti è giunta la notizia che la JPMorgan, il gigante dell’economia americana, ed altri istituti di credito, sono stati oggetto di attacchi informatici provenienti dalla Russia o dall’Europa dell’Est. I media d’oltre oceano riferiscono che le indagini sono state affidate all’FBI e ad altre agenzie per la sicurezza nazionale tra le quali la celeberrima, oramai, NSA, portata all’onore delle cronache dalle rivelazioni di un suo ex analista, Edward Snowden, tuttora rifugiato i Russia.
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economia
domenica 13 luglio 2014
Tasse, Equitalia punta ad un approccio più soft
Mini rivoluzione in Equitalia: per gli importi dovuti sotto i 2000 euro metterà in atto una procedura meno aggressiva.
Sempre di debiti si tratta, ma Equitalia ha annunciato che per le cifre dovute allo Stato che arrivano fino ai 2000 euro, la procedura di riscossione sarà meno “aggressiva” nei confronti del contribuente moroso mentre, sul piano dell’evasione fiscale, l’obiettivo del governo è quello di perfezionare la tracciabilità dei pagamenti per rendere più efficace la lotta ai grandi evasori.
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economia
lunedì 19 maggio 2014
Bitcoin e terrorismo, il Dipartimento della Difesa americano sospetta un collegamento e attiva il CTTSO
Secondo il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ci potrebbe essere un collegamento che lega i bitcoin alle minacce terroristiche, indaga il CTTSO
Le nuove tecnologie digitali, le monete
virtuali note come bitcoin, i social network e
persino gli smarphone di uso comune, sono al centro
dell'attenzione del Dipartimento della Difesa americano che ha
avviato un programma di ricerca per verificare se e quanto queste
possano essere messe in relazione con il terrorismo e la
minaccia alla sicurezza interna. Il programma sarà gestito da
un'apposita divisione del Pentagono il, CTTSO (Combating TerrorismTechnical Support Office) che ha il compito di valutare le
potenzialità del terrorismo e della guerra non convenzionale,
lo ha riportato l'International Business Times il quale riferisce
anche che il CTTSO ha pubblicato un bando col quale ricerca
esperti nel settore informatico che possano affiancare l'esercito
nello studio delle tecnologie avanzate e all'uso che di esse si
potrebbe fare per finalità di terrorismo. La notizia è
confermata anche da Bitcoin Magazine all'interno del quale il CTTSO
sollecitava l'invio di progetti per “Soluzioni innovative per
sviluppare e/o rafforzare nuovi concetti e sistemi per comprendere il
ruolo delle monete virtuali”.
“L'introduzione della moneta
virtuale -si legge ancora- potrà facilmente costituire una
minaccia finanziaria, accrescendo la non trasparenza, la velocità
delle transazioni e l'efficienza complessiva degli attacchi
terroristici”. Il problema fondamentale dei bitcoin
infatti risiede nell'anonimato che diventa una preoccupazione
prioritaria nell'applicazione delle leggi e dei controlli come si è
visto per siti come Silk Road, una sorta di mercato nero digitale
dove gli utenti, sotto la copertura dell'anonimato, potevano
acquistare di tutto, dalle droghe alle armi a chissà cos'altro fosse
vietato dalla legge. Il sito, dopo l'arresto dei suoi fondatori fu
ritenuto chiuso, ma pare invece che sia ancora attivo. Gli arresti
sono avvenuti nell'ottobre del 2013 con la cattura di Ross Ulbricht e
a gennaio del 2014 l'FBI ha reso note le accuse a carico di RobertFaiella e Charlie Shrem per le operazioni di scambio effettuate con
la Silk Road attraverso transazioni in bitcoin.
Dopo che a febbraio del 2014
un'importante agenzia di scambio in moneta elettronica aveva
dichiarato fallimento a causa di un furto digitale di centinaia di
migliaia di bitcoins e dopo che il Dipartimento del Tesoro
americano aveva dichiarato che, sulla scorta delle indagini svolte
non aveva rilevato prove concrete per dimostrare l'uso dei bitcoin
nel finanziamento di attività di terrorismo il CTTSO
ha deciso di fare luce sul cosiddetto software anonimo o dark web
dove si annidano siti clandestini invisibili ai normali motori di
ricerca. Nelle indagini della CTTSO rientrano anche il noto
sistema operativo Android, e i social network come possibile
veicolo per diffondere campagne di tipo terroristico
NOTA: alcuni dei siti riportati nei link potrebbero essere in inglese, per tradurli potete usare il traduttore del vostro browser
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economia
lunedì 28 aprile 2014
Quanto costa un santo? Dopo la canonizzazione dei due Papi un po' di conti
Concluso l'evento della canonizzazione dei due Papi santi vediamo di capire quanto ci è costato in termini di soldi.
Forse la canonizzazione
dei due Papi, Giovanni XXIII e Giovanni
Paolo II, verrà ricordata come l'evento del secolo, quasi un
milione di fedeli provenienti da tutto il mondo hanno invaso la
Capitale per il grande evento ed ora che il nostro calendario si è
arricchito di altri due santi proviamo a fare due conti sui costi di
questa celebrazione. Le cifre esatte non è possibile elencarle con
precisione, ma alcuni dati ci fanno capire l'enormità di denaro che
ha girato intorno a questa attesa canonizzazione e sono dati
davvero impressionanti. Il dato più attendibile è la cifra che ha
sborsato il Vaticano: 500.000 euro, ma attenzione, la Chiesa
in realtà non ha tirato fuori neanche una lira perché, come ha
dichiarato l'amministratore delegato nonché vice-presidente
dell'Opera Romana Pellegrini, monsignor Liberio Andreatta, a sborsare
i denari sono stati gli sponsor, e che sponsor potremmo dire: Banca
Intesa San Paolo, Eni, Banco Popolare, Unicredit, Generali
Assicurazioni, Benetton, Società Atostrade e Società Aeroporti per
citare le più importanti, mentre come “media partner” si è
impegnata l'agenzia di stampa AGI.
E fin qui niente di clamoroso se non
fosse che in realtà la somma più consistente per consentire la
canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II l'ha
sostenuta l'Italia. Addirittura 11 milioni di euro secondo alcuni, ma
come abbiamo detto una stima precisa è difficile da fornire data la
frammentazione delle spese, ma se vediamo alcuni dati un'idea
possiamo farcela da soli: per assicurare l'ordine pubblico tra gli
oltre 800.000 pellegrini presenti a Roma lo Stato italiano
ha dovuto disporre in campo 2.400 poliziotti, 2.000 Vigili Urbani,
1.000 netturbini oltre a 3.000 volontari di varie associazioni e
centinaia di persone tra personale medico e paramedico. Tranne i
volontari, tutte queste persone sono state pagate con denaro
pubblico.
Inoltre, solo per i 1.000 bagni chimici
disseminati nella Capitale, sempre lo Stato italiano,
ha speso 1,8 milioni di euro, 710.000 euro sono stati spesi per
potenziare i trasporti pubblici urbani, 430.000 euro per l'acquisto
di 4 milioni di bottiglie di acqua e 146.000 euro per le 800
transenne metalliche che sono servite per incanalare il flusso dei
fedeli.
Naturalmente l'enorme massa di
visitatori che si sono riversati a San Pietro e nella
Capitale hanno portato un rientro economico: ristoranti e
alberghi pieni, souvenir e gadget di vario genere raffiguranti i due
Papi hanno certamente fatto la felicità di qualcuno, ma a questo
va aggiunto anche il guadagno nel sommerso che per lo Stato
italiano non frutterà nessun incasso. Nei giorni che hanno
preceduto l'evento la Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro 23
bed and breakfast perché considerati irregolari o abusivi in quanto
privi di autorizzazione o in difetto alle norme sanitarie o fiscali e
a sole poche ore prima dell'evento la stessa G.d.F. aveva sequestrato
700.000 souvenir falsi per un valore stimato di oltre 3,5 milioni di
euro, 7 milioni dall'inizio dell'anno e, naturalmente, chissà quanti
altri casi simili sono sfuggite ai controlli delle autorità.
A questo punto però viene da fare
qualche considerazione:
1° in Italia si parla di crisi e
disoccupazione e aumentano i casi di disperazione che conducono le
persone a gesti estremi, senza togliere nulla all'importanza
dell'evento per il mondo cattolico (è la prima volta di una
canonizzazione contemporanea di due Papi) quanti posti
di lavoro in più si sarebbero potuti realizzare?
2° non tutti i cittadini italiani
praticano la fede cattolica, ma anche se sono una minoranza hanno
contribuito anch'essi a questa spesa gigantesca
3° lo Stato del
Vaticano, il più piccolo Stato al mondo, è la capitale di
tutta la cristianità del pianeta perché allora queste spese solo a
carico dell'Italia?
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economia
martedì 1 aprile 2014
Dolce e Gabbana, quando non pagare le tasse è una questione di “stile”
Non pagare le tasse è diventata una questione di “stile”. Con questa conclusione il pg Santamaria ha chiesto l'assoluzione per Dolce e Gabbana.
Se il prossimo 4 aprile, giorno della
sentenza, i giudici accoglieranno le motivazioni della difesa degli
stilisti Dolce e Gabbana, evadere le tasse in Italia
sarà non solo lecito, ma in più premiato. Condannati in primo grado
ad una pena di 1 anno e 8 mesi per avere trasferito la loro sede in
Lussemburgo (dove avrebbero pagato solo il 4% di royalties),
costituendo una società ritenuta fittizia, la Gado, ed evitando così
il fisco italiano, ora la loro situazione potrebbe ribaltarsi
se la tesi del pg Gaetano Santamaria, fosse accolta dai giudici della
seconda sezione della corte d'appello del tribunale di Milano.
Le motivazioni? Domenico Dolce e
Stefano Gabbana sono”impegnati tra stoffe, modelli, modelle,
ricevimenti, sono dei creativi e non me li immagino a gestire schemi
di abbattimento fiscale”, queste le parole della difesa che ha
aggiunto: “Sapete cosa significa per un'azienda avere la Guardia
di Finanza in sede? Per Dolce e Gabbana l'invasione della GdF è
stata anche un colpo alla credibilità del marchio”. Halleluya!
E così, in nome dello stile e della creatività, si vuol far credere
che i due stilisti, possessori di un marchio famoso a livello
mondiale e possessori della multinazionale che porta il loro stesso
nome, erano talmente impegnati nel loro lavoro di creativi da non
sapere come venisse gestita l'azienda.
In sostanza la tesi difensiva non solo
vorrebbe scagionare gli stilisti per il reato di evasione
fiscale, ma addirittura sottolinea come sia proprio la loro
imprenditorialità a renderli meritevoli di un elogio: Dolce e
Gabbana sono una espressione della creatività nazionale e
portano alto il nome dell'Italia in tutto il mondo (con un occhio
alle borse, guarda caso) e così, se passasse la tesi di Santamaria,
chiunque, purché facendolo con stile, sarebbe autorizzato ad
esportare lavoro e capitali all'estero (come d'altronde ha già
fatto Marchionne). Secondo questa teoria allora, dovremmo riabilitare
non solo Arsenio Lupin, ma anche Luciano Lutring, il
solista del mitra e Horst Fantazzini, l'anarchico ladro
gentiluomo di Bologna
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