mercoledì 10 settembre 2014

Effetto serra: la Terra urla ma noi ascoltiamo la musica nelle cuffiette

L'Organizzazione Metereologica Mondiale (WMO) lancia l'ennesimo allarme: effetto serra oltre ogni limite

effetto_serra
Quando l' Organizzazione Metereologica Mondiale delle Nazioni Unite (WMO) lancia l'allarme effetto serra le reazioni sono sempre le stesse: i media riportano la notizia in prima pagina con dati percentuali e tabelle, i politici fanno le loro belle dichiarazioni di circostanza, propongono convegni mondiali di scienziati, dichiarano la necessità di intraprendere strade più virtuose di politiche industriali, ma, cessato l'allarme amplificato dalla stampa, quando nuove notizie occupano le prime pagine dei quotidiani tutto rimane come prima: la Terra urla, ma noi ci rimettiamo le cuffiette ed ascoltiamo il rock, prendiamo le chiavi della macchina e corriamo all'iper-mercato per riempire i carrelli di prodotti.
Puntuale come il Natale il rapporto del WMO ci ricorda la drammaticità della situazione e dell'assoluta necessità di correre ai ripari prima che l'effetto dei gas serra diventi irreversibile, i dati di quest'anno sono, come al solito, allarmanti: “Nel 2013 la concentrazione di CO2 nell'atmosfera era pari al 142% di quella dell'era pre-industriale (1750), il metano 253% e l'azoto 121%”
“Il tempo sta scadendo -ha dichiarato Michel Jarraud, segretario generale del WMO- sappiamo che senza alcun dubbio che il nostro clima sta cambiando, sta diventando sempre più estremo e la causa sono le attività umane, come la combustione di carbone fossile”
Al di là delle buone intenzioni che anche questa volta verranno sciorinate per tranquillizzare l'opinione pubblica un sano realismo ci impone di fare alcune considerazioni:
l'11dicembre del 1997 a Kyoto(Giappone), viene redatto il famoso Protocollo che prende il nome dalla città che ospitò la conferenza, si trattava di un accordo internazionale in materia ambientale che coinvolgeva 180 Paesi nell'ambito della Convenzionequadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Il Protocollo entrerà in vigore il 16 febbraio del 2005 quando anche la Russia ratificherà il documento. Da quel momento in poi gli appelli dei climatologi continueranno ad essere voci nel deserto.
Ciò di cui non si tiene conto, in realtà, è che l'abbattimentodella CO2 è solo uno degli aspetti che determinano l'aumento dei gas serra, ad essa, come evidenziato dal Protocollo di Kyoto, si aggiungono metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi e esafloruro di zolfo quindi il carbone fossile, come affermato da Michel Jarraud, è solo uno degli elementi che mettono a rischio l'integrità del pianeta e la nostra sopravvivenza.
Dal 1997 molte cose sono cambiate: lapopolazione mondiale è cresciuta in maniera esponenziale e i Paesi che fino a qualche decennio fa venivano considerati “terzo mondo” sono alla continua ricerca di standard che assomiglino sempre più a quelli occidentali. E' evidente che il concetto di benessere globale e di benessere individuale, o nazionale, trovi notevoli difficoltà a trovare un giusto equilibrio.
Un dato fra tanti: quest'anno Greenpeace e la spagnola Oceana hanno dichiarato che ilMediterraneo è il mare più inquinato del mondo, la cosa fa pensare: Italia, Francia e Spagna sono tra le prime responsabili di questa situazione, come si può pensare che Paesi meno tecnologicamente avanzati in corsa verso l'industrializzazione possano fare meno danni?
Un'ultima considerazione che troppo spesso viene tenuta in scarsa considerazione quando si parla di inquinamento ed effetto serra: il devastanteimpatto delle guerre, cifre sui consumi di idrocarburi che fanno girare la testa e proprio in questi giorni Obama ha dichiarato un possibile impegno militare di 3 anni in Siria per combattere lo Stato Islamico, una ghiotta occasione per il mercato delle armi che di certo non è il più sensibile alle problematiche ambientali e l'Italiane fa parte a pieno titolo
html>