sabato 6 settembre 2014

L'Italia si schiera con la Nato contro l'ISIS, con quali mezzi?

Ieri, al vertice di Newport, Renzi ha dichiarato che l'Italia si schiera con la NATO per combattere l'ISIS, con quali mezzi però?

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 Siamo grandi, forse, o forse continuiamo a farci prendere in giro da buotade propagandistiche: ieri al vertice NATO di Newport il nostro presidente del consiglio, Matteo Renzi, ha dichiarato che l'Italia farà parte della coalizione internazionale contro lo Stato Islamico. Già, ma con quali mezzi, quali strutture e con quale programma concreto il nostro giovane statista pensa di concretizzare questo gravoso impegno?
Si vedrà, intanto possiamo affermare con certezza che nell'immediato questa importante affermazione ci fa fare una bella figura agli occhi dei nostri partner, Stati Uniti e Gran Bretagna in primis, gli Stati che premono di più affinché si combatta questa ennesima guerra santa per sconfiggere il male dell'integralismo islamico, ma non sfiguriamo, a parole, nemmeno con Francia, Germania, Danimarca, Polonia,Turchia, Canada ed Australia che fanno parte della medesima coalizione, ma noi che in questo Paese ci viviamo, qualche domanda dobbiamo pure porcela: sempre nella giornata di ieri il nostro “ineffabile” ha dichiarato che il suo governo non si farà ricattare dalle minacce di sciopero generale delle forze dell'ordine esasperate dal blocco dei contratti, “ineffabile” che gira sicuramente con una scorta armata pagata dai contribuenti, scorta che ora potrebbe incrociare le braccia in segno di protesta.
Al tempo stesso però, non riusciamo a garantire ai marò detenuti in India quel giusto processo che potrebbe vedere la fine, giusta o sbagliata che sia, di una vicenda che si trascina da quasi due anni, non riusciamo a combattere efficacemente l'evasione fiscale, la corruzione e l'abuso di potere, siamo impegnati ad affrontare il problema immigrazione pressoché da soli, anche se l'Europa si è detta disposta a farsi carico insieme a noi del problema (anche queste, parole, finché non vedremo concretizzarsi i fatti) e vogliamo gettarci in un'impresa così vasta e delicata come “distruggere l'ISIS” come ha affermato al vertice di Newport il presidente Obama?
Sempre nella giornata di ieri un giovane carabiniere ha ucciso accidentalmente, così dicono le prime ricostruzioni, un giovane che viaggiava con altri due a bordo di uno scooter che tentava di eludere un posto di blocco. L'omicida, ora indagato per delitto colposo, ha appena 22 anni, l'età media dei nostri militari che Renzi si è impegnato a mobilitare contro le forze dell'ISIS, ma Obama ha dichiarato che “conta sugli alleati chiave della NATO pronti ad affrontare questa minaccia terroristica attraverso strumenti militari, di intelligence, legali ed anche diplomatici” e noi siamo tra questi, noi che ancora non riusciamo a venire a capo del caso Yara Gambirasio e che abbiamo solo un sospettato di omicidio e nessuna prova concreta. Su quale intelligence spera il nostro alleato americano?: forse bisognava prendere più tempo prima di decidere un netto schieramento in un conflitto ideologico che per ora non ci vedeva coinvolti direttamente: la guerra non è come un gelato che si scioglie subito se non viene consumato in fretta.                                                                                                                            
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