lunedì 8 settembre 2014

Sharia Police, provocazione, tentativo d'integrazione o invito al dialogo

Fermati a Whuppertal 11 islamisti salafiti. Indossavano un giubbetto con la scritta Sharia Police ed è polemica in Germania

Sharia_Police
Di certo la notizia non poteva passare sotto silenzio, soprattutto se si accompagna a quelle che giungono dall'Iraq e dalla Siria e c'è da immaginare che sarà oggetto di molte discussioni: nella città tedesca di Whuppertal, nel Land occidentale del Nord Reno-Westfalia (350.000 abitanti) da alcuni giorni sono comparse nelle strade urbane delle ronde di giovani islamici con indosso un giubbetto ad alta visibilità su cui campeggia la scritta “Sharia Police
Scopo delle ronde, che si dichiarano di stretta osservanza salafita, è quello di far rispettare la legge coranica, soprattutto nella giornata di venerdì dedicata, secondo le loro credenze, alla preghiera.
L'attività principale della Sharia Police consiste nella distribuzione di volantini in cui si invitano i passanti ad astenersi dal consumo di alcool, dalle droghe, dalle scommesse, un richiamo al Corano quindi e un rispetto alle sue leggi.
La faccenda però, ha suscitato non poche polemiche soprattutto a causa della psicosi causata dalle recenti decapitazioni dell'ISIS e dal rischio concreto che il Califfato islamico possa fare opera di reclutamento per la jihad proprio nel cuore della stessa Europa.
Le prime voci a farsi sentire sono state quelle delle autorità tedesche: “Non tollereremo né intimidazioni né provocazioni” ha dichiarato Brigitta Radermacher, capo della polizia di Whuppertal, ricordando che in Germania è esclusivamente lo Stato legittimato ad istituire azioni di polizia a cui ha fatto eco Peter Jung, il sindaco della città vicino al partito di Angela Merkel (Cdu) rilasciando al Taggespiegel che “La città è orgogliosa di come le persone di diversa estrazione politica e religiosa convivano in pace” condannando l'azione dei salafiti “nel modo più fermo”
In effetti nella Renania settentrionale, che conta circa 18 milioni di abitanti, la presenza di stranieri e di immigrati, soprattutto di origine turca è piuttosto consistente: circa 6 milioni sul totale, ovvero un terzo della popolazione complessiva.
A rispetto della cronaca va ricordato però, che questa convivenza multietnica tanto idilliaca non è visto che appena il mese scorso c'è stato un attentato incendiario con bottiglie molotov ai danni della sinagoga della stessa Whuppertal. Le indagini hanno portato all'arresto di tre palestinesi.
Preoccupazione è stata espressa anche da un portavoce del governo regionale che ha dichiarato sulle pagine del Rheinische Post che “Le ronde salafite dimostrano di non riconoscere le istituzioni legittime”. Ad ogni modo la polizia di Whuppertal ha identificato gli 11 giovani islamici e giovedì scorso la magistratura ha aperto un fascicolo.
“La polizia islamica non esiste -ha dichiarato Sven Lau, un predicatore tedesco convertitosi all'islam col nome di Abu Adam- sapevamo che avremmo fatto notizia”
Il settimanale Spiegel sembra dare credito a questa teoria sostenendo che lo scopo della provocazione è quello di aprire un dibattito sulla legge islamica in Germania.
Di sicuro definirsi come “Sharia Police” in un momento delicato come questo, è stato decisamente provocatorio, ma difficilmente si può credere che il reclutamento per la jihad avvenga in maniera così evidente per le strade di una cittadina tedesca indossando giubbetti ad alta visibilità, il punto forse è invece un altro: è giusto considerare a priori ogni musulmano come un potenziale terrorista o, come sarebbe più logico fare, cercare quell'integrazione di valori che permetterebbe una maggiore comprensione tra i popoli: la paura genera le guerre  
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