venerdì 20 giugno 2014

Stephen Cohen critica la politica estera americana ed elogia l'eresia

Uno dei più accreditati storici americani, Stephen Cohen, in un intervista rilasciata a Russia Today muove un'accusa severa alla politica estera americana accusando Obama di miopia.

Stephen_Cohen
Secondo lo studioso americano la crisi ucraina è il naturale epilogo di 20anni di politica estera americana sotto la guida di Bush fino ad Obama, passando per Clinton naturalmente. Durante questi 20anni l'America si è chiusa, anche grazie al massiccio intervento dei media, in una posizione quasi autoreferenziale che l'ha portata a considerare la Russia solo come un “nemico a priori” e ha fatto si che un dibattito pubblico, e anche politico, sui veri interessi nazionali degli Stati Uniti, rimanesse una lettera morta, anzi, non ha mai visto la luce del sole
Cohen propone un'interessante analogia con la guerra civile americana: “Lincoln non ha mai chiamato terroristi i Confederati -dichiara nell'intervista- Egli ha sempre detto che, per quanto la guerra civile fosse un male, voleva che i concittadini tornassero nell’Unione. Perché Kiev sta dicendo che i propri cittadini sono terroristi? Sono ribelli. Sono gente che protesta. Hanno un programma politico. Perché Kiev non invia una delegazione per negoziare con loro?”
Questa affermazione fa riflettere come l'America si pone nei confronti dei suoi antagonisti e in questo caso i suoi interessi con l'Ucraina sono legati a fattori strategici, economici e geopolitici: avvicinare sempre di più la NATO presso i confini russi, mettere le mani sui giacimenti di gas naturale e garantirsi un affaccio diretto sul Mar Nero.
Del resto, negli ultimi due decenni, il pretesto di combattere il terrorismo in tutte le sue forme è sempre stato la chiave che gli Stati Uniti hanno utilizzato per intervenire militarmente in tutti quei conflitti dove potevano essere compromessi i propri interessi dimenticando che forse sono stati loro, con le bombe di Hiroshima eNagasaki, a compiere il più grande gesto terroristico della storia.
Ma si sa, la ragione è sempre del più forte e così, grazie ad un non tanto velato intervento della Cia, che ha fomentato il governo di Kiev, l'America ha allargato la sua presenza verso est. Continua lo storico: Le loro richieste non sono irragionevoli. Vogliono eleggere i propri governanti – noi eleggiamo i nostri governanti. Vogliono una voce in capitolo sulla destinazione delle tasse che pagano – ‘No taxation without representation’, sappiamo di cosa si tratta. Ci sono degli estremisti tra di loro, ma ci sono anche delle persone che vogliono semplicemente vivere in una Ucraina che sia di tutti. E invece l’esercito di Kiev, con il pieno sostegno degli Stati Uniti, sta sostenendo questo assalto.”
Secondo Cohen, la miopia della politica estera di Obama si evidenzia proprio nell'attrito causato dall'ingerenza nellavicenda ucraina, dimenticando che Mosca si era già dimostrata una potente alleata nella crisi siriana, nella questione iraniana e in Afghanistan la quale adesso ha deciso di spostare le sue attenzioni verso la Cina escludendo il dollaro dal circuito economico delle sue nuove alleanze.
In questo paese in più di 20 anni si è venuta formando un’ortodossia sulla Russia”, ha aggiunto. «E non solo è sbagliata, ma è imprudente. Ci ha portato a questa crisi in Ucraina … L’unico modo per rompere l’ortodossia è l’eresia. Alcune delle cose che dico sono considerate come eretiche, un tradimento, antipatriottiche. Ma l’eresia è una cosa buona, quando è necessaria.”

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