venerdì 28 marzo 2014

Il Grande Fratello tra Orwell, la Marcuzzi, Snowden e i social network

Dal profetico romanzo di Orwell al grottesco spettacolo della Marcuzzi il Grande Fratello domina nei social network

Grande_fratello
Il Grande Fratello nasce nel 1984 dalla profetica penna di George Orwell che immagina un'entità (non si sa se sia una persona reale o un simbolo) e finisce nella patetica trasmissione di Alessia Marcuzzi dove i partecipanti si sottopongono al severo sguardo di una telecamera onnipresente per soddisfare la morbosità voyeuristica degli spettatori, proprio come dei criceti in gabbia sotto l'esame attento di un ricercatore. L'unica differenza? I criceti non lo fanno spontaneamente.
Eppure non è molto che Edward Snowden ha smascherato i torbidi giochi dell'NSA usati per tenerci sotto stretta sorveglianza, Weeky Leaks è stato completamente rimosso dalle cronache e i satelliti ci spiano anche quando facciamo sesso.
Chissà che cosa avrebbe scritto Orwell se avesse conosciuto i social network? Chissà cosa avrebbe pensato se avesse visto il Grande Fratello come rappresentazione televisiva della più bassa manifestazione umana condotta e diretta da un personaggio come la Marcuzzi?
Eppure, consapevolmente o inconsapevolmente siamo tutti (o quasi) complici e responsabili di questa gigantesca opera di monitoraggio globale, noi stessi siamo artefici e costruttori del Grande Fratello. Chi non possiede almeno un profilo su qualche social network? Facebook, Twitter, col quale oramai i politici ci anticipano le prossime decisioni, Linkedin per diffondere i nostri profili professionali o Google che tiene costantemente sotto controllo i nostri dati di navigazione, orienta le nostre tendenze, gestisce l'informazione? La nostra vita è costantemente sotto stretta sorveglianza, ripresa da 1000 telecamere durante il corso dell'intera giornata. Orwell forse pensava di scrivere un romanzo, la sorridente Marcuzzi conduce un programma di cui forse non conosce la trama, ma una cosa è sicura: anche se nasciamo figli unici abbiamo sempre un Grande Fratello

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