giovedì 20 marzo 2014

Cronaca, notizie e freddo interiore. Breve confessione di un disagio

Scrivere di cronaca e mantenere un tono distaccato, ricercare notizie e convivere con un disagio

Cronaca_e_freddo_interiore

Una cosa è leggere o ascoltare una notizia, ce ne sono molte e spesso ne prendiamo solo atto, altra cosa è invece scriverle, ricercare le fonti, approfondirle. Mi occupo di attualità, lungo il sottile confine con la cronaca, il mio compito è comunicare, fare sapere, informare e spesso mi imbatto in storie che non vorrei conoscere e che invece devo eviscerare per poterle mettere in rete e finisce inevitabilmente che ne faccia parte. Si, anche se si cerca l'obiettività non si può fare a meno di soffermarsi sui personaggi di cui si scrive: si entra nelle loro vite, si conoscono i retroscena, i drammi che vivono o hanno vissuto e si capisce con occhi diversi, forse con un pizzico di empatia che non dovrebbe influenzarti, ma lo fa. Le vittime dei naufragi non sono numeri da raccontare, sono vite strappate all'esistenza, sono nelle lacrime di chi è sopravvissuto. Notti fa una giovane donna è stata uccisa dall'ex fidanzato, ho scritto un pezzo, ma non riuscivo a fare a meno di raffigurarmi i due protagonisti: lo stupore di quella ragazza che ha aperto la porta senza sapere che dietro di essa c'era una morte irreale; quel giovane assassino che dopo averla vista morire si è puntato la pistola alla testa. Che cosa è passato per le menti di questi due protagonisti di una recita folle? Paura? Angoscia? Confusione? O solo la voglia che nulla fosse successo, che quella situazione fosse solo irreale? Non lo so, so solo che quando scrivo di quelle vite spezzate qualcosa di loro mi rimane dentro e provo un certo disagio nel constatare che quella cronaca ha un prezzo in denaro
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