sabato 4 maggio 2013

Aerei israeliani avrebbero sorvolato il territorio siriano

Il movimento sciita libanese ha dispiegato circa 5.000 uomini tra Damasco e il Paese dei cedri

Secondo quanto riportato dalla Cnn, citando fonti autorevoli dell'amministrazione USA, tra le giornate di ieri e giovedì aerei israeliani avrebbero sorvolato il territorio siriano. Pare che lo scopo non fosse quello di colpire i siti di stoccaggio di armi chimiche in possesso del regime di Assad, ma un carico di armi indirizzato agli Hezbollah libanesi alleati con il regime di Assad. Più precisamente si trattava di missili che avrebbero potuto montare testate chimiche. Oggi c'è stata la conferma da parte del governo israeliano secondo il quale nella serata di giovedì si era tenuto un vertice tra il premier Benjamin Netanyahu e lo stato maggiore, dove si si era autorizzato l'attacco. La notizia è stata confermata anche dalla Nbc la quale aggiunge che secondo fonti dell'intelligence libanese nella giornata di venerdì si era registrata la presenza di 2 caccia israeliani sullo spazio aereo siriano con almeno 3 presenze degli stessi con la permanenza di 2-3 ore. Secondo quanto dichiarato all'emittente al Arabiya dal portavoce dell'Esercito libero siriano Abdul-Hamid Zakaria il movimento sciita libanese ha dispiegato circa 5.000 uomini tra Damasco e il Paese dei cedri, 2.000 combattono al fianco delle truppe di Assad nella zona di Damasco e il restante delle forze lungo il confine con il Libano. Il colonnello Zakaria ha poi aggiunto che questi rinforzi degli Hezbollah siano dovuti alle defezioni recenti di diversi funzionari e militari della Guardia Repubblicana Siriana precisando che, dopo avere esaurito le milizie di Shabiha (milizie filo-governative), la Siria stia ora reclutando truppe di mercenari dall'Iran, dall'Iraq e le stesse milizie Hezbollah che voleva rifornire di armi con il convoglio distrutto dalla forza aerea israeliana. Gli Stati Uniti dal canto loro, pur avendo già pronti i piani per intervenire nel caso che la Siria impiegasse massicciamente le proprie armi chimiche contro i ribelli e i civili, tenta di mantenere un basso profilo preferendo mantenersi al di fuori dall'intervento diretto, ma fornendo, attraverso il canale dell'Arabia Saudita, armi e mezzi ai ribelli contro il regime di Damasco. Intanto la popolazione è stremata da questa guerra civile che dura ormai 2 anni e altri profughi si accingono ad unirsi alle migliaia sfuggite alla guerra.
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